martedì 28 febbraio 2012

Una ciaspolata in Appennino:MONTE FALCO



















Una fantastica giornata in Appennino che ci ha riservato un'aspetto inusuale della Romagna:ogni collina,calanco e dorsale esaltava la sua colorazione grigiastra con quel mantello bianco e la limpidezza del cielo ha offerto una corsa di crinali.Dal POGGIO SODO DEI CONTI verso sud si e' mostrato il MONTE VETTORE che si e' erto sulle cime CATRIA E NERONE che spavaldamente cercavano di togliere lo scettro di montagna al MONTE PENNA(LA VERNA).Dal MONTE FALCO invece le catene a nord mostravano le cime scoperte da un Eolo sempre presente quest'anno.IL PERCORSO DURANTE LA STAGIONE INVERNALE E' PERCORRIBILE CON LE CIASPOLE,;DURANTE LE ALTRE STAGIONI SI PUO' EFFETTUARE ANCHE IN M.T.B ALLUGANDO IL GIRO FINO AL MONTE FALTERONA ,SCENDERE ALLA FONTE DEL BORBOTTO E RISALIRE A PIANCANCELLI E DA QUI SEGUIRE IL PERCORSO INVERNALE.
DISL=600MT
KM=12
TEMPO DI PERCORRENZA EFFETTIVO=4H E 52 MINUTI
TEMPO COMPLESSIVO CON LE SOSTE=6 ORE
Da Campigna_hotel Scoiattolo ci siamo incamminati verso il Passo della Calla e poco dopo sulla sx abbiamo imboccato il sentiero num.247 calzando le ciaspole a causa del manto nevoso e attraversato ilFosso dell'Abetio,abbiamo iniziato la salita con moderata pendenza in un bosco di faggi,abeti e persino aceri.In alcuni punti il vento aveva prodotto cumuli di neve a strapiombo rendendo difficoltoso per un attimo il cammino.Debbo ringraziare la mia amica Gianna che con la sua bravura mi ha letteralmente tirata fuori dal problema!!!!!Da qui il percorso e' stato spedito e in un'ora siamo giunte al Passo della Calla dove uno splendido sole ha esaltato i contorni romagnoli e dopo una brevissima sosta ci siam incamminati sullo "OO":qui la qualita' della neve e' notevolmente migliorata e grazie ad altre impronte il ciaspolare e' divenuto assai appagante anche perche' il manto nevoso si modellava con la faggeta.Il cammino fino al vecchio rifugio della Burraia e' stato su moderata pendenza;da qui siamo saliti verso i prati del Poggio Lastraiolo ricongiungendosi al sentiero alto del Monte Gabrendo:ad est i magnifici calanchi romagnoli mentre ad ovest la catena del PratoMagno.Dal Poggio abbiamo proseguito verso nord inoltrandoci in  un bellissimo tratto di crinale che quando non vi e' neve,presenta macchie di di brugo,mirtillo e pino mugo.Logicamente si vedevano solo i tronchi dei faggi sommersi dalla neve e qualche rametto di pino mugo che a fatica tentavano di stendere completamente i propri rami.Passato un vecchi impianto di risalita siamo giunte al Poggio Sodo dei Conti il punto piu' panoramico del giro nonostante la presenza di ripetitori e una base militare.Verso Sud la catena dei Sibillini incorniciati dal Monte Penna(La Verna) Catria e Nerone(cime del pesarese) e verso sudovest dalla nebbiolina spuntava la cima del Monte AMIATA.Dal passo a qui sono trascorse circa 2 ore;il sentiero ha ripreso a salire su una galleria di faggi e dopo essere passati vicino algli impianti di risalita,siamo giunti sul pianoro del Monte Falco(1659 mt) il cui belvedere si affaccia sulla conca a Nord sulle cime delle Abetone,mentre ad est la zona del Bidente di Celle.Il pianoro del Monte Falco presenta delle rarita' botaniche ed ' divenuto riserva integrale e di grande pregio;dalla partenza da Campigna sono trascorse 3 ore con 600 mt di di dislivello interamente percorsi su un manto nevoso di circa 150 cm!Dopo le foto di rito siamo tornate sui nostri passi e preso a dx il sentiero"OO"Piancancelli(sentiero del lupo) che essendo esposto  a nord ha mantenuto la qualita ' della neve eccellente e cosi' la discesa e' stata rapida e divertente.A Piancancelli tanta era la neve che molti aceri erano prostrati al suolo creando gallerie di neve.Con grande sorpresa,qui abbiamo trovato cartelli indicatori di sentieri battuti per le ciaspole con segnaletica verde e in un divertente saliscendi siamo arrivate alla zona degli impianti dei Fangscci e da quui abbiamo imboccato il sentiero 251/253che scende a ripide svolte su un piazzale d'imposta del legname:unico punto panoramico di questo sentiero e che si affaccia sul Bidente di Celle e dopo circa 30 minuti siamo arrivate in localita' Ponticino e tralasciando sulla dx il sentiero natura,abbiamo proseguito sulla sx(253) circondate da una fitta abetaia le cui ombre erano addolcite dal filtrare dei raggi solari. Dopo un tratto in piano il sentiero ha cominciato a scendere e in breve siamo arrivate a Campigna.








































































































































































































































                                                                                                                                                

lunedì 20 febbraio 2012

VAL VENEGIA

.MISTERIOSA,AFFASCINANTE,INTRIGANTE,ELEGANTE,MISTICA.NON AVREI ALTRI AGGETTIVI PER DEFINIRE QUESTA VALLE DOMINATA DALLE CIME IMPONENTI DELLE PALE.NON SAPREI DEFINIRMI FORTUNATA O SFORTUNATA NELL'AVER PERCORSO QUESTA VALLE SOTTO UNA FITTA NEVICATA...DA UNA PARTE E' MANCATO COMPLETAMENTE LO SCENARIO DALL'ALTRA CIASPOLARE NEL SILENZIO OVATTATO DELLA FITTA NEVICATA HA DATO GRANDI EMOZIONI.IO,GIANNA,SIMO E SUO MARITO GIUSEPPE ACCOMPAGNATI DALLA GUIDA PIERO NONCHE' GESTORE DELL'HOTEL ALPINO DI SAN MARTINO NEL PERCORRERE QUESTA VALLE ABBIAMO AVUTO ANCHE IL PIACERE DI VEDERE PASSARE MAMMA CAMOSCIA E IL SUO PICCOLO.LA VAL VENEGIA PRENDE IL NOME DALLA REPUBBLICA VENETA CHE PRENDEVA I LEGNI DI QUESTA VALLE PER COSTRUIRE LE SUE NAVI;E INOLTRE DAI LEGNI DEI QUESTA FORESTA SI RICAVAVANO I MATERIALI PER I VIOLINI DI STRADIVARI.AVREMMO DOVUTO PERCORRERE L'ANELLO CHE CI AVREBBE CONDOTTO ALLA BAITA SEGANTINI MA CAUSA FITTA NEBBIA SOTTO UNA FANTASTICA NEVICATA,CI SIAMO DOVUTI FERMARE ALLA MALGA VENEGIOTTA E TORNARE SUI NOSTRI PASSI E FERMARCI ALLA MALGA VENEGIA.QUI CI SIAMO CONSOLATI RIFOCILLANDOCI CON UN GUSTOSO E SUCCOLENTO PRANZO.




















LA PARTENZA AVVIENE DAL PARCHEGGIO DEL PIAN DEI CASONI NEI PRESSI DEL BIVIO PASSO VALLES;IL GRANDE PIERO INVECE DI INTRAPRENDERE LO STRADELLO AL BIVIO CI FA GIRARE A SX DANDOCI LA FANSTATICA EMOZIONE DI APRIRE IL SENTIERO CON LA NEVE CHE SI APPOGGIAVA DOLCEMENTE SULLE NOSTRE GIACCHE...PICCOLI GNOMI CHE SI ADDENTRAVANO NEL BOSCO DI ABETI ROSSI E BIANCHI OSSERVANDO IL FENOMENO DEGLI ALBERI DA UN 'UNICA RADICE MA CON 2 TRONCHI.IN BREVE GIUNGIAMO SULLO STRADELLO LASCIATO IN PRECEDENZA E CI SIAMO INCAMMINATI SULL'IMMENSO PIANORO DELLA VALLE SULLA QUALE ERA CALATO UN SIPARIO BIANCO:UN SILENZIO MAGICO INTERROTTO SOLO DAL CALPESTIO DELLE CIASPOLE.CON UNA VOLUTA LENTA MARCIA PER NON INTERROMPERE QUEL FIABESCO SCENARIO ESALTATO DAL VARIEGATO COLORE DELLE CIASPOLE,SIAMO GIUNTI ALLA MALGA VENAGIOTTA.PURTROPPO,COME GIA' DETTO LE AVVERSE CONDIZIONI ATMOSFERICHE CI HA IMPEDITO DI PROSEGUIRE,MA DA QUI ,COME DA SENTIERISTICA PARTE LO STRADELLO PER LA BAITA SEGANTINI.

sabato 18 febbraio 2012

LE PALE DI SAN MARTINO

NON OCCORRE ARRAMPICARE.BASTA ENTRARE,AVVENTURARSI UN POCO TRA LE CRODE,TOCCARLE,ASCOLTARNE I SILENZI,SENTIRNE LA MISTERIOSA VITA(DINO BUZZATI)ECCO COME LO SCRITTORE GIUSTIFICAVA LA SUA PASSIONE PER LE PALE DI SAN MARTINO.PERSONALMENTE AVEVO PERCORSO I SENTIERI DELLE PALENEL PERIODO ESTIVO E MAI AVREI IMMAGINATO CHE NELL'INVERNO ASSUMESSERO UNA VESTE DIVERSA ANCOR PIU' AFFASCINANTE E MISTERIOSA.LO STESSO PERCORSO DELL'ALTIPIANO DELLE PALE E' STATO COME ENTRARE ALL'INTERNO DI UN LABIRINTO MAGICO BIANCO:OGNI GIBBOSITA' HA NASCOSTO UN PARTICOLARE CHE NELLA SUCCESSIVA "GOBBA"E' APPARSDO DIVERSO.RINGRAZIO LE MIE COMPAGNE CIASPOLATRICI GIANNA,ROSANNA , SIMONETTA,SIMONA,GLI SCIATORI GIUSEPPE , PAOLA,MORENO E IL PICCOLO GRANDE TOMMASO!UN GRAZIE PARTICOLARE ALLA GUIDA PIERO CHE CI HA ACCOMPAGNATO IN VAL VENEGIA E VAL CANALI E RENZO DELLE GUIDE ALPINE CHE CI HA CONDOTTO SULLA CIMA DELLE SCARPE ILLUSTRANDOCI METICOLOSAMENTE OGNI PUNTA CHE MAGICAMENTE SPUNTAVA DA QUEL DESERTO BIANCO.
CIMA TOGNOLA DISL=600 MT KM 13














DALLA PIAZZA DEL PAESE CI SI DIRIGE VERSO LE PISTE DEL FONDO E DA QUI PERCORSI POCHE CENTINAIA DI METRI TROVIAMO SULLA SX UNA LARGA PISTA FORESTALE CON NUMEROSI CARTELLI DELLA SENTIERISTICA.NOI QUI ABBIAMO CALZATO LE CIASPOLE E INTRAPRESO IL CAMMINO IMMERSI IN UNA ABETAIA ROSSA CON ESEMPLARI ALTI FINO A 40 MT,SI DISTINGUE FACILMENTE DALL'ABETE BIANCO IN QUANTO LA PAGINA INFERIORE HA RAMETTI SCURI MENTRE L'ABETE BIANCO LI HA ARGENTATI.LA PENDENZA CHE CI ACCOMPAGNERA' NON E' STATA MAI PROIBITIVA E NON E' STATO NECESSARIO CALZARE I RAMPONI.IL CARTELLO INDICA LA DISTANZA DELLA MALGA DI CIRCA 6'500MT, I PRIMI KM SI SNODANO LUNGO LO STRADELLO FORESTALE E ALLE NOSTRE SPALLE SEMPRE PRESENTI IL CIMOM DELLA PALA E LA ROSETTA.DOPO CIRCA 2 KM PASSATO UN PONTE TROVIAMO IL BIVIO PER MALGA CIGOLERA,NOI PROSEGUIAMO INVECE IGNORANDO SULLA SX UNO STRADELLO E IN BREVE GIUNGIAMO VICINO A UN PONTE DOVE TROVIAMO LA DEVIAZIONE DEL SENTIERO(9/352)E SALIAMO SU UN PIANORO E POCO DOPO IL SENTIERO SOTTO UN ABETE SI BIFORCA E ANDIAMO A DX CON UNA PENDENZA PIUTTOSTO ACCENTUATA CHE SI ANDRA' PROGRESSIVAMENTE SMORZANDO GRAZIE AI NUMEROSI ZIG ZAG TRA GLI ABETI.DOPO CIRCA 40 MINUTI AL COSPETTO DI UN CROCEFISSO IN LEGNO,SIAMO SUL PIANORO DELLA TOGNOLA CON UN PANORAMA MOZZAFIATO NONOSTANTE LA PRESENZA DEGLI IMPIANTI.ALLE NOSTRE SPALLE SI MOSTRANO TUTTE LE PALE E DIFRONTE LA CATENA DEI LAGORAI;ANCORA 10 MINUTI E GIUNGIAMO ALLA MALGA DOVE ABBIAMO GUSTATO UN PIACEVOLE PRANZO DOPO ESSERE GIUNTI SULLA CIMA TOGNOLA(2230 MT).IL RITORNO E' AVVENUTO PER LA MEDESIMA VIA