sabato 24 marzo 2012

MARRADI PASSO DELL'EREMO

Chi identifica la Romagna con la caotica e briosa Rimini,con i suoi balli di gruppo,per quelle spiagge familiari dove certamente il mare non e' proprio azzurro ma chimicamente non inquinato,si sbaglia
Infatti basta percorrere pochi chilometriall' interno che si apre un mondo che non ti aspetti:le colline del cesenate,le famose Balze di Verghereto,il Monte Carpegna,la diga di Ridracoli  opera faraonica ma che incastonata tra le montagne ricorda un fiordo norvegese.
Da non dimenticare la zona di Campigna con le sue foreste secolari di abeti,lo stesso Delta del Po che percorso in bicicletta e' in grado di suscitare emozioni particolari:in alcune zone il tempo sembra essersi fermato e nulla vieta un  riposo sotto quelle pioppete disturbato solo dal fruscio dei rami o di qualche animale acquatico.
E che dire della zona del Bevano su Ravenna:un tramonto in compagnia di fenicotteri con lo sguardo che si perde  sull'orizzonte infinito.
Ma tornando al nostro giro la zona di Marradi,Crespino ,Palazzuolo danno infinite possibilita' di effettuare trekking di un certo fascino:quello che andro' a descrivere dal bivio della Valcava fino al Passo dell'eremo o Canove corre interamente sulla sottile linea di crinale avendo sulla dx una parete quasi verticale e quindi molto pericolosa per il brecciolino ovunque presente:comunque volendo c'e' la possibilta' di aggirare i punti piu' scoscesi.
In caso di piogge recenti tale sentiero di crinale va evitato ma sinceramente lo stradello che corre sotto e' molto piu' monotono e quindi raccomando di programmare l'escursione dopo un periodo di bel tempo stabile e sopratutto va evitato nei periodi estivi dal momento che il brecciolino chiaro provoca un riverbero non indifferente.
Poi non raggiungendo mai quote alte il caldo renderebbe l'escursione veramente pesante;l'unica possibilita' di rifornimento d'acqua e' all'Eremo di Gamogna.
DISLIVELLO=700 MT
KM=13
TEMPO EFFETTIVO=5 ORE
Per raggiungere la zona di Marradi noi ci serviamo sempre del mitico trenino BORGO S.LORENZO/FAENZA la cui inaugurazione risale al 1893 e che ancora oggi si inerpica su per i monti con le locomotive a nafta:attraversa numerosi viadotti e 50 km di gallerie ,come Poggio Allocchi,sotto questo monte si trova il traforo piu' lungo che da Fornello arriva a Crespino sul Lamone.
Per quanto riguarda gli orari conviene sempre consultare il sito di TRENIITALIA e guardare la linea Borgo/Faenza via S.Piero a Sieve:c'é da tener presente che la domenica la linea ha poche corse.
L'escursione terminando al Passo dell'Eremo,distante 10 km da Marradi e non essendovi alcun servizio pubblico noi ci siamo appoggiati alla DITTA LIVERANI-BRISIGHELLA(WWW:LIVERANIGO.IT) che all'ora prestabilita ci e' venuta a prendere riportandoci a Marradi.
L'escursione parte dal ristorante "LE COLOMBAIE"(da qui fino all'incrocio del sentiero 583,seguiremo il sentiero 521per poi prendere il sentiero di crinale assai entusiamente),e passato un cancelletto in legno siamo entrati nel bosco su sentiero in salita e attraversata una pineta siamo giunti a Ca' Monte Gianni(572mt) in fase di ristrutturazione e posta su un pianoro altamente panoramico sulla Vena del Gesso.
Dopo la solita sosta per dare modo di brontolare alla mia amica Gianna sul mio primo panino e di recuperare la mitica Paola detta "SON QUI" che a ogni gita sbrontola per il dislivello e la pendenza a lei non rivelata!!!!
Il sentiero prosegue verso nord e con varii saliscendi tocca i ruderi di Castelnuovo e di Valcroce,incrocia il sentiero 517A per la Badia del Borgo per poi risalire su stradella che conserva ancora alcuni tratti lastricati a testimonianza dell'antica mulattiera che univa Marradi a Gamogna:per fortuna alcuni tratti sono coperti dalla vegetazione in quanto nelle giornate calde questo sentiero e' esposto al Sole che non lascia tregua anche perche' la montagna gessosa da' un riverbero non indifferente!!!
Lasciato l'incrocio c on il sentiero 583 e girando a sx per circa 200 mt e aggirato il poggio a quora 798mt,prendiamo il sentiero 521B che sale sul poggio coperto da alberelli  e cespugli piegati dal vento e siamo saliti alla vetta del M.te Calvo(850mt) inconfondibile per la sua forma di piramide triangolare con il versante nord che presenta una parete quasi verticale.
Da qui fino al Passo sara' un susseguirsi di strappi sui diversi poggi e alcune discese sono risultate abbastanza scivolose e per fortuna la Gianna,nota come la stambecca della Romagna,non ha alcun problema e con sicurezza ci ha fatto passare tranquillamente punti esposti.
Dopo aver incrociato un secondo sentiero non segnato si inizia l'ascesa  per la vetta da dove ,verso sud si vede la croce che domina il valico e siamo scese per andare all'eremo recuperando il sentiero 521:
Dal valico abbiamo percorso lo stradello che dapprima in discesa e poi in salita ci ha portato all'Eremo:poco prima di giungere all'eremo conviene fare rifornimento alla fontanella di acqua.
L'eremo.dedicato a S.Barnaba  da poco ristrutturato sorge su un pianoro in posizione isolata ma circondato dai crinali:qui il riposo e' d'obbligo e infatti qui abbiamo sostato lungamente trovando pure il tempo di visitare l'edificio.
Ripreso fiato e soddisfatto l'appetito abbiamo raggiunto il sovrastante Monte Gamogna e ripreso il crinale abbiamo proseguito il cammino in salita allietata da una maestosa faggeta per poi scendere su un tratto erboso:qui abbiamo dovuto seguire la direzione del crinala poiche' essendo un tratto spoglio di vegetazione vi e' scarsita di segni:qui nelle giornate limpide e' possibile scorgere il mare.
Da qui il sentiero si abbassa e ricompare la vegetazione di faggi e carpini;mentre ormai siamo in vista del Passo caratterizzato da un bosco di conifere e dalla sagoma dl M.te Lavane.Fine delle fatiche ma ancorauna volta i calanchi romagnoli hanno esaltato l'animo e anche la Paola nonostante la fatica si dice entusiasta,mentre la mitica Giannina ci rivela che da li' a poche ore sarebbe andata di liscio a ballare.....(per noi la Gianna si fa qualche mistura magica;infatti in un'altra escursione delle foto avvalorano i nostri sospetti))!!!!!



         MULATTIERA MARRADI GAMOGNA
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                                           E PERCHE' MI CCHIAMERANNO"SON QUI"???
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                                           GIANNA E "SON QUI" PAOLA


                                             PARETE VERTICALE MONTE CALVO
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                                            MONTE CALVO
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                                                EREMO DI GAMOGNA
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                                              DULCIS IN FUNDO:IL MIO LAMPO
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dNB=Nel caso non si volesse dall'eremo risalire il crinale,si puo' continuare sul sentiero 521 che dopo aver attraversato un castagneto e passato un ruscello in secca si sale prima rapidamente e poi lasciato un bivio la pendenza diminuisce e in breve siamo al passo scendendo prima alle  Canove un agglomerato di rustici in via di ristrutturazione per poi risalire per 20 mt di dislivello!!!

martedì 20 marzo 2012

HOTEL ALPINO S.MARTINO DI CASTROZZ

 Ogni inverno con il mio gruppo organizzo una settimana in una localita' che possa soddisfare sciatori e ciaspolatrici e quest'anno la scelta e' ricaduta su S.MARTINO DI CASTROZZA,memore dei luoghi in una passata  vacanza trascorsa a Bellamonte.
Di solito per la scelta dell'albergo mi affido alle guide della mntagna in discussione,mentre quest'anno grazie ad una sorella che mi sponsorizza l'alta tecnolgia,ho provato a sfruttare appunto Google e de'vo dire che sono stata assai fortunata.Cliccando sul sito di S.MARTINO ALBERGHI,mi e' apparsa la pagina dell'HOTEL ALPINO.
Sinceramente ne sono rimasta colpita in quanto la copertina di presentazione ha come sfondo le Pale e poi e' briosa:man mano che le pagine si aprono,sembra gia' di essere nel loco suddetto e dalle parole ' traspare la cordialita' dei Sig.ri Nicoletti padroni dell'albergo.
Tutto cio' che viene descritto,e' risultato incredibilmente vero:in tanti anni di vacanze in montagna e' stata la prima volta che i proprietari hanno mantenuto le promesse mostrando una disponibilta' genuina.
L'albergo e' assai confortevole e molto pulito e la cucina offre sempre menu' diversi e di prima scelta;FANTASTICA E' LA MERENDA CON DEI DELIZIOSI BISCOTTI E TORTE FATTE IN CASA!!
Il Sig.re Pietro inoltre ci ha accompagnato due volte facendo da guida in maniera egregia e la Sig.ra Emanuela sempre pronta ad accoglierci con uno splendido sorriso.
Un'altra cosa positiva e' che l'albergo mette a dispoisizione ciaspole e bastoncini gratuitamente,aspetto un po' insolito in quanto in tanti alberghi cio' non esiste.Anche il personale di sala e' molto disponibile e sempre pronto ad esaudire richieste un po' insolite.
INSOMMA CHI DECIDE DI TRASCORRERE LE VACANZE INVERNALI O ESTIVE A SAN MARTINO DI CASTROZZA NON DIMENTICHI IL NOME DI QUESTO ALBERGO.

domenica 18 marzo 2012

ANELLO MONTE MATANNA
























Escursione ad anello molto piacevole e come tutte  le sorelle minori delle Apuane in grado di suscitare piacevoli emozioni e lo stesso percorso automobilistico dal bivio di Barga fino a Palagnana e' particolare:la zona delle Turrite Cave con il corso del fiume incastonato nella gola,assai verde e con un invaso simile ad un fiordo:
Come tutte le vette delle Apuane e' preferibile in inverno prestare molta attenzione e sopratutto nei versanti garfagnini dove la neve si trasforma in lastre di ghiaccio e nei sentieri a mezzacosta cio' e' pericoloso.
DATI TECNICI DEL PERCORSO=
KM=12
DISLIVELLO COMPLESSIVO=650MT
TEMPO DI PERCORRENZA EFFETTIVO=5 ORE
SENTIERI PERCORSI=8,109,00,3
Da Palagnana,paese arroccato sotto le pareti del Monte Croce,abbiamo preso il sentiero n 8 che si inerpica lungo una bellissima e ben conservata mulattiera contornata da una faggeta che all'epoca dell'escursione stava mettendo le nuove foglioline il cui verde contrastava sulla roccia grigia.
Il cammino assai tranquillo per una salita mai troppo impegnativa in circa 45 minuti ci ha portato alla Foce delle Porchette,valico che nei tempi passati rappresentava la via di comunicazione tra la Garfagnana e l'Alta Versilia.
Questo e' un trivio di sentieri che permette di raggiungere Stazzema oppure la Foce di Petrosciana e da qui il Monte Forato o il Monte Croce;comunque qui abbiamo sostato piacevolmente e chiacchierato con un gruppo di escursionisti ai quali abbiamo consigliato di organizzare un trekking sull'Appennino Romagnolo che riserva angoli di una bellezza particolare e sentieri anche tecnici nonostante non ci siano quote elevate!I crinali calanchivi che da Faenza corrono fino al passo della Sambuca,gli eremi di Gamogna e Trebbana,il vallone delle Fogare e la valle dell'Inferno sono zone che ogni escursionista dovrebbe almeno una volta percorrere.
I sentieri sono facilmente raggiungibili usando la mitica linea ferroviari Borgo S.Lorenzo/Faenza e lo stesso viaggio in treno riporta ai tempi che furono:tra una galleria e un'altra si aprono valli incontaminate,corsi d'acqua ancora limpidi.
Logicamente sono assai entusiasta della mia Romagna ma ora dopo questa piccola digressione torno a parlare della rivale Versilia e riprendiamo il cammino che dalla Foce ci ha condotto dopo circa un 'ora al rifugio Alto Matanna con il sentiero 109 che inizialmente si inerpica sotto le imponenti pareti del Monte Nona per poi con un piacevole saliscendi a mezzacosta immersi nel bosco,si perviene nella zona del rifugio.
Una zona prativa com ampie vedute sul Monte Prana e Piglione e sulla dx le roccie del Nona;al bivio del rifugio siamo andate verso il Callare del Matanna(dx) e con una salita con discreta pendenza dopo circa 20 minuti siamo giunte al cospetto del Procinto,fungo roccioso amato dagli scalatori ricco di vie di arrampicata.
Il Callare rappresenta un'ennesimo incontro di numerosi sentieri e un balcone panoramico sulla Versilia e sulle vette:in lontananza appare la regina delle Apuane:la PANIA DELLA CROCE.
Dopo una piccola sosta di rifocillament,:qui la mia amica direbbe che ero al 3 panino,abbiamo iniziato l'ultima parte del cammino in salita che ci ha portato in cima al monte Matanna:i segni che portano in vetta sono azzurri e ci hanno aiutato in un cammino di rocciette un po' faticoso ma appagante per lo spirito per i panorami che man mano si scoprivano.
Dopo circa 50 minuti siamo arrivate all'antecima e con un cammino di crinale piacevole dopo 10 minuti alla Croce del Matanna che sembra toccarsi con il mare e l'isola di Palmaria appare molto vicina.Purtroppo non abbiamo potuto sostare lungamente in vetta data una comitiva scolaresca assai troppo numerosa e dopo le foto di rito giu'lungo il crinale di ESE con un percorso caratterizzato da roccette che a quota 1146 e' divenuto pianeggiante per poi riprendere la sia discesa fino alla Foce del Pallone.Breve digressione:secondo la mia amica a questo punto del percorso avevo ingurgitato una quantita' enorme di cibo ma sinceramente durante la pausa dallo zaino ho pescato un ennesimo panino che ho mangiato con appetito:ah ah ah!!!!!!
Ritorniamo alla Foce del Pallone e abbiamo preso a sx (marginetta) lo stradello che costeggiando i prati del Matanna e un laghetto ci ha portati al rifugio dell'Alto Matanna circondato da una fresca faggeta:la zona e' molto piacevole e al rifugio si gustano piacevoli pranzi.
Dal rifugio abbiamo preso il sentiero 3 che in discesa raggiunge prima Pian d'Orsina(981mt)'attraversa un castagneto,una faggeta e dopo aver attraversato il torrente si ricongiunge al sentiero iniziale e dopo 10 minuti siamo arrivati a Palagnana:il tempo complessivo di discesa dalla Croce al paese e' stato di circa 2 ore escluse le soste:

mercoledì 7 marzo 2012

ALTIPIANO DELLA ROSETTA

Su questa pubblicazione ci saranno solo fotografie in quanto il percorso invernale pur svolgendosi in un ambiente super panoramico richiede l'aiuto delle guide alpine locali in quanto pochi sono i riferimenti per effettuare un'escursione in assoluta tranquillita'!!!!








































Lo stesso percorso lo avevo effettuato in periodo estivo e sinceramente se non ci fosse stata la guida RENZO BOSCHETTO,certamente avrei avuto qualche problema;comunque e' un ambiente ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE in quanto nelle giornate serene gli occhi non riescono mai a riposare e l'animo sussulta ogni momento per le emozioni che si provano.