domenica 6 maggio 2012

Valle di Firenzuola 2


Dopo aver scoperto che i ricordi confusi di tanti anni fa,involontariamente mi avevano condotto qualche km prima e soprattutto su un altro torrente,recuperata puenamente la memoria storica grazie anche alle indicazioni di un locale cittadino,poco giorni dopo siamo andati sul luogo incriminato di qualche anno prima e per fortuna quei borghi avevano mantenuto il loro fascino e le anse del Santerno sempre pronte ad evocare piacevoli sensazioni.

Alla partenza un sonoro scroscio d'acqua ci ha accompagnato per quasi mezzora,ma valicato il Passo della Futa il cielo si e' completamente rischiarato donandoci un'ennesima giornata di sole,a questo giro il trio ha fatto il pieno energetico all'area di servizio di Firenze Nord e la qualita Michelin colazione e' risultata molto piacevole.

L'escursione di per se' non e' ne lunga ne 'particolarmente faticosa:solo i primi 2,500 Km dalla partenza al casolare di Montecchio hanno mostrato una notevole pendenza(18%) i restanti Km(7) invece tranquilli in un ennesimo scenario di pareti di arenaria che si contrapponevano al crinale boscoso della Faggiola di Palazzuolo sul Senio.
Nonostante l'accentuata pendeza iniziale e le indicazioni che danno le guide di compiere l'escursione in senso contrario,secondo noi e' risultato piu' gradevole l'ascensione del crinale di arenaria con di fronte tutto il crinale romagnolo faentino.
Infatti salendo da Quedina e scendendo quindi dal crinale aperto si perdono tutti i panorami e poi la salita dal  castagneto e' notevolmente rovinata dal passaggio delle moto di enduro che hanno provocato solchi nel terreno rendendo difficoltoso il cammino.




Incredibile e suggestivo e forse un po' intrigante il passaggio nel castagneto secolare ma lasciato un po' andare;rami spogli,scheletriti che si stagliavano nel cielo,tronchi con fenditure quasi cavernose che portano la mente a elaborare delle immagini particolari.
Una volta concluso l'anello,abbiamo spostato la macchina per avvicinarci al parcheggio del fiume Santerno e andare a visitare il borgo fantasma di Casiglioncello e le Cascate dei Briganti le cui acque con grande fragore si gettano nelle tranquille acque del fiume che qui quasi forma una spiaggia.
Dal parcheggio al borgo ci sono 100 mt di dislivello che si snodano lungo uno stradello sterrato oppure prendendo delle evidenti scorciatoie dentro al bosco;comunque nel caso si scegliesse di salire lungo lo stradello bisogna stare attenti al bivio che porta al borgo.
Infatti terminata la salita al pianoro bisogna andare per un sentiero sulla sx che in breve porta a Castiglioncello borgo abbandonato ma che sembra animato e terminata la visita volendo si puo' scendere lungo la traccia di sentero assai evidente dopo l'ultima casa.Qui conviene fare la sosta anche perche' e' un punto molto panoramico con le cascate di fronte e il crinale.











Logicamente noi abbiamo approfittato anche per evitasre che la nostra amica Paola reduce da una serie di sofferenze da parto di"salite" ci tirasse il calzino:qui la Gianna ha riposato gli occhi mentre Anna dopo aver....che cosa?????elementare"mangiato si e' baloccata con le foto.Nonostante le mie amiche lo sappiamo si scordano facilmente e cosi' io le posso ritrarre in atteggiamenti che loro di solito negano oppure asserendo l'esatto contrario come il discorso che loro praticano il digiuno...dalle foto non sembrerebbe e anche i fatti..
Altrimenti come potremmo conoscere tante gradevoli locande dove di assaggiano i prodotti locali?????Si entra per un caffe e si finisce quasi sempre dicendo""Basta cosi' sono piena come....."!!!!!!!Al termine dlla gita ci siamo fermate a S.Pellegrino al ristorante Iolanda dove, fameliche, ci siamo gustate delle fantastiche ficattole con prosciutto(offerte dalla nostra amica Gianna) e la Gianna dopo il caffe con la scusa di togliersi l'amaro del caffe che ha fatto????Si e' pappata una fetta di dolce.....!!!!!!Gianna poi dici alla tua amica??????Mah mah mah!!!!!
LUNGHEZZA PERCORSO=KM 11
DISLIVELLO=600 MT
TEMPO EFFETTIVO ESCURSIONE=3 ORE E 30 MINUTI
SEGNAVIA=715 CAI IMOLA SEMPRE PRESENTI LUNGO IL PERCORSO
                                DESCRIZIONE PERCORSO




Il percorso parte dal piccolo agglomerato di case di Moraduccio e fino al rudere di Montecchio(2,500 mt dalla partenza)il percorso si svolge su strada asfaltata resa gradevole pero' dalla presenza di un curatissimo castagneto e da bellissimi esemplari di orchidee;dopo circa 15 minuti dalla partenza quando la strada si biforca noi abbiamo preso a dx per una carrareccia che in salita con difronte il borgo di Castiglioncello e il crinale che porta alla localita' IL PIANO,


Arrivate al casolare di Montecchio(con un buon passo qui si arriva dopo circa 40 minuti,con un passo lento e soste 1 ora)abbiamo aspettato l'arrivo della nostra amica "SON QUI" e dopo una merendina abbiamo ripreso il cammino sul fantastico crinale di arenaria con suggestivi passaggi su fenditure di rocce o grandi massi a mo' di "SASSO SPICCO" e ovunque volgessimo lo sguardo sempre bastioni arenaria che si contrappongono al crinale boscoso della Faggiola.




8Il calpestio sul fragile terreno dura circa 1 oretta con divertenti passaggi per culminare sui resti del Castello degli U baldini,il punto piu' alto dell'escursione e poi come nebbia al vento la roccia viene inghiottita dal bosco per poi riapparire sul tratto in discesa che in breve ci ha portati ad un rifugio in pietra dove abbiamo brekkato(2 ore/2,30).





Da qui abbiamo iniziato a scendere in un castagneto scheletrito e poi costeggiando un fosso asciutto;come detto all'inizio qui il sentiero risulta essere malagevole a causa dei profondi solchi lasciati dalle ruote delle moto d'enduro e dopo circa 1 ora siamo arrivate a QUEDINA una zona di castagneti ben curati e su strada asfaltata di nuovo a Moraduccio
ALLA PROSSIMA AVVENTURA..........



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