martedì 1 ottobre 2013

ANELLO DEL CATINACCIO 2 TAPPA DAL RIFUGIO GARDECCIA AL RIFUGIO DONA ATTRAVERSO IL PASSO DELLE SCALETTE

Su qualsiasi guida,io mi fossi documentata,nessuno aveva riportato che in seguito al crollo di una parte della parete,il Sentiero delle Scalette,aveva riportato delle modifiche notevoli e che era altamente consigliata nuovamente l'imbracatura,nemmeno il gestore del rifugio.I miei compari/e di avventura essendo alti e dotati di braccia e gamba lunghe,seppur con attenzione,sono riusciti a superare la sorpresa,mentre se a me non avessero prestato l'imbracatura,non potevo attraversare la parete.
E non solo io mi sono trovata in difficolta':infatti il gruppo dietro a noi,avendo delle provvidenziali corde,sono passati dal vecchio sentiero allestendo un piccolo sentiero di fortuna
A TE DONNA CARLA,LE CAPRETTE E HEIDI TI FANNO UN BAFFO
 Comunque a parte questa difficolta'.la 2 tappa e' stata entusiasmante e per ore gli occhi sono stati completamente inebriati da cio' che vedevano;paesaggi lunari,ampi panorami su PUNTA SERAUTA DELLA MARMOLADA innevata,le Pale di San Martino,la Val di Fassa, e poi il fantasmagorico atterraggio(virtuale)sulla conca dell'Antermoia e l'idilliaca sosta notturna al Rifugio DONA nell'omonima valle
LUNGO IL SENTIERO DELLE SCALETTE
 La tappa di per se non e' stata lunghissima,ma fino al Passo di,Laussa,il sentiero non ha concesso tregua se non nel tratto pianeggiante(breve)dopo il Passo delle Scalette dove al termine della stagione primaverile in seguito allo scioglimento delle nevi,si forma un laghetto ma di breve durata,
Comunque vale la pena dedicare piu soste durante il percorso sopratutto al Lago di ANTERMOIA dove il tempo sembra essersi fermato e degustare qualcosa di prelibato del rifugio,da qui alla Val Dona massimo 1 ora e 15 minuti.
E SI SALE COME CAPRETTE
 Il dislivello complessivo e' di quasi 900 mt e conviene affrontare il percorso di buon ora la mattina e sempre in ascesa:il primo tratto dal Rifugio Gardeccia e' quasi pianeggiante e aggira lo sperone roccioso della Grande Fermada e terminata la vegetazione tipicamente alpina ,la salita inizia ad assumere forti pendenze e a quota 2026 inizia il Sentiero delle Scalette di singolare bellezza e di straordinario ambiente dolomitico.
PARTICOLARE DELLA DOLOMIA
 Superata la parete iniziale,il sentiero si inerpica lungo la gola dello Scaleret con le pareti strapiombanti che lasciano pero' ampie vedute sulla valle sottostante,e non presenta mai tratti esposti o difficoltosi e i punti critici sono abbondantemente attrezzati e quasi divertenti.
CAMPANULA E STELLA ALPINA
,ma Lo sguardo si perde tra campanili scoscesi e irregolari,a sud spazia fino ai prati del Ciampedie e terminato il tratto attrezzato al Passo un pianoro verdeggiante,dove un tempo il lago ingentilava il riflesso delle cime dello Scaleret,Larsch e delle Crepe di Lausa,ci sorprende e ci invita a sostare per riposare le stanche membra.
DOVE ORA C'E' IL PRATO,AL DISGELO SI FORMA UN PICCOLO LAGHETTO

CONCA DELLE sCALETTE

INIZIA LA SALITA VERSO IL PASSO DI LAUSA
Si percorre l'intera vallata ,ammaliati dalla grandezza e dalla maestosita' delle rocce al termine del quale pero'l'ambiente muta nuovamente aspetto:un paesaggio lunare,roccia e lastre bianche che si inerpicano costringendoci nuovamente a carponare,ma la fatica e' stemprata da cio che vediamo.
Un simile spettacolo lo avevo potuto ammirare sul pianoro dell'Alpe di Fanes lungo il sentero che conduce a Cima Dieci
La visione della sagoma del Sassolungo,della Cima dell'Antermoia,ci preannuncia che siamo in cima e possiamo virtualmente abbracciare un intero arco dolomitico,la vista si confonde quando lo sguardo si posa su quel bacino lacustre del Lago di Antermoia,dominato solo dalla sua Croda con la parete gialla verticale.
DA IN CIMA AL PASSO

 SAGOME E SAGOME
GIANNA E ANGELO DIETRO

DONNA CARLA ALTERATA:LO SCHERZO E' BELLO QUANDO DURA POCO

Non ci sono parole,ma chiunque ha la fortuna di arrivare in cima,penso che provi una sensazione strana:stupore e timore reverenziale nei confronti di quelle guglie severe,aspre.
Dal passo,inizia la discesa verso il lago e il rifugio,sembrano li' ma ancora quasi 20 minuti di dura prova alle giunture gia' messe sottotorchio dalla salita:dal Rifugio Gardeccia al Rifugio Antermoia sono passate 4 ore e 900 mt di dislivello.
Dal rifugio,si sale brevemente al Passo Dona e inizia la nostra discesa verso il Rifugio omonimo e al bivio del Passo delle Ciriegole,il panorama muta all'improvviso;la valle si ingentilisce,la nuda roccia lascia spazio a soffici manti erbosi dove le marmotte sono le padrone di casa.
ECCOLO IL LAGO DI ANTERMOIA

E IL RIFUGIO

AL LAGO

CHIUDIAMO GLI OCCHI E IMMAGINIAMO 50 ANNI FA

CRODA DEL LAGO
Una casa abbellita dalla flora tipica della zona che riempono i polmoni di effluvi particolari,vecchie malghe ristruttarate e un mondo che non esiste piu'.
Arrivati al Rifugio Dona,diventiamo protagonisti di una favola reale:qui il tempo si e' fermato,il turismo di massa non c'e',il gestore ti accoglie come tu fossi di casa,i rumori sono ovattati,i ciuchini salvati da morte certa che giocano,il gallo che preannuncia la fine della GIORNATA,
Calano le tenebre,la roccia dell'Antermoia si scurisce,la luna si smostra nel sue quarto,le stelle tornammo a rivedere,la porta del rifugio si chiude e noi dentro rapiti da un sogno:DOMANI UN ALTRO GIORNO.
SULLO SFONDO PUNTA SERAUTA DELLA MARMOLADA
Al rifugio DONA dedico un piccolo spazio a parte documentando solo con le immagini..chiudete gli occhi,ascoltando STELUTIS ALPINIS di FRANCESCO DE GREGORI E IL SOGNO SI REALIZZA
FLUSSO TURISTICO AL PASSO DELLE SCALETTE
GIANNA E ANGELO

LA STANCHEZZA FA BRUTTI SCHERZI

PASSO VAL DONA

ANNA,CARLA,GIANNA E ANGELO
Nel periodo di Agosto e' facile addirittura sostare lungo il tratto attrezzato a causa del grande afflusso,sembra di stare alla fermata dell'autobus.
TRATTO ATTREZZATO MA PRIVO DI DIFFICOLTA

ATTESA IN PARETE

E TORNARONO A VEDERSI

GIANNA SULLE SCALETTE
ANGELO ASPETTA....                                                                                          
   

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