sabato 29 marzo 2014

ALPE DI MONGHIDORO 9 MARZO 2014


Le mie amiche di scarpinata ogni volta che varcano i confini regionali,si stupiscono delle incredibili bellezze nascoste virtualmente da un confine e sopratutto a pochi km da casa.
ALLA PARTENZA


SEMPRE IN PRIMA FILA

CHE TRIO

DONNINE AVVISTATE SUL 907

SEGNALETICA IN TERRA

Meta della nostra avventura e' stata l'Alpe di Monghidoro facilmente raggiungibile da Firenze attraversa uno dei valichi più storici e che per secoli ha rappresentato l'unica via di comunicazione tra Nord e Sud:il passo della Futa.
VISTO MARIA CHE CONCEDO LE SOSTE..


CHE PASSO

GUADO E SARA' SEMPRE COSI'

SORGENTE DELLE POLENTECON UN BEL ....

La statale si imbocca uscendo dal casello di Barberino del Mugello e dopo aver costeggiato il bellissimo invaso del Bilancino,si trovano le indicazioni:e' una bellissima strada assai panoramica trafficata solo nei giorni festivi e che riporta alla mente quando nei tempi che furono il traffico si doveva inerpicare lungo questi tornanti e ogni volta che in macchina o in bici io percorro questa strada,mi ricordo del film del grande Pupi Avati "GITA SCOLASTICA"che racconta le vicende di una scolaresca che come gita scolastica ripercorre i vecchi sentieri da Bologna a Firenze.
AI PRATI DELL'UOMO GOBBO


QUADRIVIO

DONNA A TERRA

SENTIERI LOCALI
PUNITA

Tornando al nostro trekking,avevamo scelto questa meta convinte di non trovare neve e invece eccola e anche abbondante che ha reso un attimo il nostro cammino difficoltoso dal momento che con il passare delle ore diventava sempre piu' acquosa e praticamente al termine del giro avremmo potuto ospistare tantissimi pesci nei nostri scarponi....
DALLA CROCE DELL'ALPE

CHE GRINTA

BIVIO 909

MARIA..LA NEVE,TI GIURO NON ERA PREVISTA
Il giro non presenta alcuna difficolta e si presta pure a improvvise modifiche in quanto svolgendosi all'interno dell'Alpe di Monghidoro vi sono pure sentieri locali e tanto per non smentirsi la Carla a un certo punto ha deciso di accorciare il percorso e un altro po' ne veniva decisa la soppressione.
ALL'USCITA SUL CRINALE


COME FOGLIE AL VENTO

BIVIO PER LA CROCE DELL'ALPE




VERSO LA CROCE

LA CROCE
....
Sono tutti ben segnalati,forse solo a Malpasso i segni spariscono ma in quell'immenso pratone non si puo sbagliare anche perche' e' l'unica strada visibile.
Prima di arrivare a Piamaggio,frazione di Monghidoro e' utile una sosta al bar di Covigliaio dove il tempo sembra essersi fermato alla bottega di un tempo ma con prodotti buonissimi,un'ottima schiacciata e un buon caffe.




DESCRIZIONE TECNICA
LUNGHEZZA=16 KM
DISLIVELLO=500 MT
SENTIERI PERCORSI=907,OO,909
TEMPO IMPIEGATO =4 ORE E 50 MINUTI
DESCRIZIONE PERCORSO
Lasciata la macchina al parcheggio,piuttosto grande,di Piamaggio con di fronte la chiesa di Monghidoro,si trovano subito le indicazioni del sentiero  907 che per circa un km sale lungo l'asfalto costeggiando le villette della frazione.
Al termine dell'asfalto,il sentiero sale sulla dx in una vecchia cavadegna che a causa dell'abbondante nevicata dei giorni precenti,praticamente era ridotta a un torrente.
Dopo aver incontrato un area di sosta,il sentiero scende e attraversa un ruscelletto e qui inizio a salire e dopo circa 40 minuti dalla partenza giunge alla Sorgente delle Polente con un bel pratone e poco dopo arriva al bel Prato dell'uomo Gobbo e i bellissimi abeti ci preannunciano che siamo entrati nell'area dell'Alpe e infatti qui si trovano i segnavia sia del Cai che quelli locali.
MALPASSO


CAMPO ROMA

PRIMULA

RUSCELLETTO

IL CARTELLO PARLA

Quello del CAI 907 prosegue alle spalle lungo lo stradello inizialmente in discesa,mentre noi seguiamo quello locale recante il numero 1 che sale  a sx inerpicandosi lungo l'abetaia,ma quasi subito si perdono i segni e a un pianoro siamo andati sulla sx dove abbiamo,poco dopo ritrovati ,quelli recanti il numero 2 e abbiamo iniziato a salire in faggeta e dopo circa 30 minuti dal Prato,siamo confluiti sul sentiero 5 locale recante la scritta ALL'ALPE  e infine ci siamo ricongiunte sul sentiero 907 che saliva alle nostre spalle e siamo  sbucati su un'ampia strada ghiaiata proveniente dal Passo della Raticosa.
Si procede sulla dx con immensi panorami sull'Appennino Bolognese e poco dopo sulla dx troviamo la deviazione per la CROCE DELL'ALPE:si sale per 5 minuti ed ecco l'immensa croce che domina sulla valle.
Sono trascorse 2 ore e poco piu' e da qui nelle giornate di limpido e' possibile spaziare lo sguardo verso le Alpi,Dolomiti  e Prealpi.
 Dopo la dovuta sosta,lasciamo la croce alle spalle ci ricongiungiamo al sentiero 917 lasciato poco prima per la deviazione e arriviamo in un ampio pratone e ci dirigiamo verso le Passeggere ma quasi subito troviamo il nostro sentiero 909 sulla dx e in falsopiano costeggia una bellissima abetaia e quando il sentiero inizia a scendere in modo deciso,svolta sulla sx e giunge a Malpasso dove per un breve tratto i segnavia spariscono ma il sentiero rimane evidente ed e' assai panoramico
TRA LE VIUZZE DEL BORGO


SOUVENIR LOCALI

DICE TUTTO

.
Il sentiero continua scendere e anche qui a causa del taglio del bosco,ogni tanto il segno sparisce ma noi ci manteniamo sulla dx e in breve giungiamo a Campo Roma e andiamo sulla dx e poco prima di Ca' Rossetti,gira a secco in direzione Ca' Guglielmo dove troviamo il vecchio mulino del1776.
Qui il sentiero entra tra le viuzze del borgo e inizia a scendere costeggiando un ruscelletto e toccando tre mulini,uno dei quali e' quello del Gufo assai caratteristico
PASSARELLA E SEGNALETICA


PANORAMA RURALE

VERSO LA MACCHINA

E VISSERO FELICI ED ARZILLE
.
Il sentiero prosegue quasi in piano e dopo aver attraversato il borghetto di Ca di Briscandoli,arriva al paese e da qui alle macchine ...sono tracorse 6 da quando abbiamo lasciato la macchina.
Tutto il giro si presta alle ciaspole e nella stagione estiva alla MTB 

domenica 16 marzo 2014

ANELLO MONTE FALTERONA 4 MARZO 2014

In effetti durante questo bizzarro inverno,abbiamo spesso agognato una bella nevicata mentre eravamo sul sentiero,ma certamente non avremmo immaginato di essere protagoniste di una favola invernale in primavera!!!!
Infatti a dispetto di una primavera anticipata,il giorno di Carnevale e' valso il detto"A Carnevale ogni scherzo vale" dal momento che siamo state letteralmente sommerse dalla neve nonostante all'inizio fossimo state ripetutamente bersaglio del "groupel"(neve mista acqua ghiacciata) che per un attimo aveva demoralizzato il gruppo.
ALLA PARTENZA


ECCOLA DONNA VINTAGE

SPENDIAMO 2 PAROLE SU QUESTA ALUNNA CHE SI MOSTRA DESIDEROSA DI MIGLIORARE MA NON SEMPRE CI RIESCE..DEVO AMMETTERE UN LEGGERO MIGLIRAMENTO DAL PUNTO DI VISTA DEGLI INDUMENTI E DISCRETO INVECE SULLA TECNICA DELLA CIASPOLATA..VOTO DI INCORAGGIAMENTO PROMOSSA QUASI +

IL CROCUS CI HA PROVATO MA LA BIZZARRA NATURA LO HA INDOTTO A COPRIRSI QUASI SUBITO

Ma a quota 1000 mt,ci siamo ritrovate come quelle che aprono una porta e rimangono esterefatte e per un attimo quasi confuse:da un grigio scuro che esaltava in un certo senso il muschio verdeggiante e i nudi rami dei faggi, a un manto bianco depositatosi su una terra incredula e dove i crocus sorpresi,hanno cercato di difendersi,avvolgendosi su se stessi.
Quel manto bianco che quasi ci vergognavamo a pestarlo talmente era bianco,immacolato e il bosco era silenzioso,e mille occhietti sembravano osservarci dalle tane.
Eravamo sole,follette protagoniste di una favola invernale,desiderose di farci avvolgere dai fiocchi come voler tornare bambine,di un tempo che fu e che ritroviamo solo quando camminiamo.
Man mano che salivamo la poesia si arricchiva di una fantasia soggettiva:ognuna di noi diventava protagonista e si lasciava andare a pensieri e gesti.
SUL SENTIERO 16 QUOTA 900 MT E LA NEVE APPARE


LUNGO LO STRADELLO

DONNA CARLA E DONNA GIANNA

IL TRIO LESCANO

Certamente la faggeta che dapprima si erge,per poi abbassarsi a noi come in una sorta di sfida:noi salivamo e lei scendeva e suii rami si depositava la neve scagliata e iltronco avvolto da una patina bianca..tutto e' gioco,tutto e' fantasia ma sicuramente si torna a casa con un animo diverso,con un'umilta' maggiore perche' alla fine e' LEI che vince sempre...
Avremmo voluto fare un giro piu' lungo,ma le poche ore di luce rimaste,ci ha indotto a fermare il gioco ed arrenderci  meglio ricordare piacevolmente che con angoscia. 
Il giro inizialmente prevedeva l'ascensione alle 2 vette dell'Appennino,Falterona,Falco ma a causa della strada interotta a Castagno,al nostro gia' programmato giro,avremmo dovuto allungare di ulteriori,tra ascesa e discesa,10 km e con la stagione invernale diventa proibitivo.
QUOTA 1000 MT E LA NEVE  FA DA PADRONA


PAESAGGIO

DONNA CARLA IN SPLENDIDA FORMA...CHE DIRE DI LEI...IL TROPPO E' APPENA SUFFICIENTE...PROMOSSA SUPER

ANCHE UNO LA VOLESSE PERDERE...E' IMPOSSIBILE.....

La chiusura della strada che impedisce di arrivare alla Fonte del Borbotto,secondo me e' assurda dal momento che impedisce ai neofiti della montagna di provare il piacere di ciaspolare e poter poi usufruire del Rifugio in quota:queste sono le problematiche che riscontriamo sempre nel versante toscano che sembra restio a promuovere sport o attivita' meno redditizie.....
Tornando all'aspetto ludico del trek,devo ammettere che Donna Vintage dalla prima uscita e' notevolmente migliorata nell'aspetto tecnico,mentre difetta sempre nell'abbigliamento anche se quel pile giallo puo' sempre tornare utile in caso di nebbia fitta ai soccorritori in caso ci perdessimo...
FONTE DEL BORBOTTO


TRATTO INIZIALE SENTIERO 16

PASSAGGIO TECNICO E VINTAGE LO SUPERA EGREGIAMENTE BRAVA

DONNA CARLA

DESCRIZIONE TECNICA
LUNGHEZZA=KM 16
DISLIVELLO=1000 MT
TEMPO EFFETTIVO=4 ORE
SENTIERI PERCORSI= 16/17/00/16
DESCRIZIONE DEL PERCORSO
Lasciata l'auto poco sopra l'abitato di Castagno d'Andrea a causa di una frana che impedisce da diversi mesi l'accesso diretto alla Fonte Del Borbotto,si seguono i segnavia del CAI 16 che tagliano diversi tornanti dei 6 km dello stradello forestale e in poco meno di un'ora si giunge alla Fonte.
Qui ci sono diversi sentieri oltre lo stradello che continua per altri 6 km fino a Piancancelli e noi abbiamo continuato sempre sul 16 che per 500 mt segue lo stradello per poi deviare a dx inerpicandosi lungo una suggestiva faggeta che in condizioni nevose diventa fiabesca.
Per circa un km la pendenza e' assai notevole e con la neve la fatica e' minore dal momento che le ciaspole essendo dotate di alzatacco,rendono piu' agevole la salita.
CHE DONNE


APRIPISTA...E BRAVA VINTAGE

PARTICOLARE DEL BRUCELLO

ACCUMULO DI NEVE

Il sentiero e' sempre ben evidente e zigzaga fino a quando non raggiunge il crinale  Nord a quota 1529,da qui la ciaspolata invernale avviene tra arbusti e rimboschimenti in ambiente tipico della faggeta battuti dai venti e lungo la cresta sono segnati dall'azione delle continue variazioni di tempo:in caso di bel tempo in alcuni punti la faggeta apre dei varchi spettacolari sul versante della Gorga Nera.
Noi,come poi testimoniano le immagini abbiamo sempre ciaspolato con avverse condizioni dal momento che spesso siamo stati sotto il groupel(neve ghiacciata) ma lo spettacolo ci ha ampiamente ripagato sopratutto nel tratto sotto la croce quando la bassa faggeta praticamente spariva sotto la neve
SCULTURE DI NEVE


DONNA GIANNA E VINTAGE DIETRO...

COSCIA LUNGA AFFONDA..NIVOMETRO UMANO

SUL SENTIERO 16
.
Attraversato il pianoro,il sentiero poco prima della croce ha ricominciato ad essere nuovamente in salita ma nel giro di 20 minuti siamo giunti alla cima del Falterona,ciaspolando sopra i rami degli abeti prostrati.
La croce del Falterona e' un importante crocevia:infatti se avessimo proseguito sulla sx in meno di mezzora saremmo giunti in cima al Monte Falco,mentre se avessimo proseguito lungo il sentiero alle spalle della Croce,saremmo andati prima alla Sorgente del Falterona e poi verso il Lago degli Idoli,mentre noi avendo poche ore di luce ancora a nostra disposizione abbiamo proseguito verso Sud lungo il sentiero 17.
Da Castagno alla Croce del Falterona con oltre 900 mt di dislivello e con piu' di 1 mt di neve e relativo sentiero da aprire,i tempi di percorrenza si sono notevolmente allungati ma nemmeno piu' di tanto:infatti in nemmeno 2,30 h eravamo in cima.
La discesa e' stata piacevolissima dal momento che la neve era immacolata e quindi con le ciaspole e' stato bellissimo...sembrava di nuotare...
Il tratto iniziale di discesa,da sotto la croce fino alla prima spianata presenta una notevole pendenza e quando non c'e' la neve,il sentiero e' scalettato.
LA TANTA NEVE CANCELLA IL PASSAGGIO


PARTICOLARE DELLA FITTA NEVICATA

PASSAGGIO INVENTATO

POCO SOTTO LA CROCE

La faggeta in questo tratto e' bassa e il sentiero gira intorno ai tronchi in una specie di carosello e viaggiamo sospesi tra il Casentino alla nostra sx e l'Appennino Romagnolo alla dx.
Passato un rimboschimento di abeti,il sentiero rientra nella faggeta e costeggia il costone della Gorga dove un tempo vi era una palestra di ghiaccio:qui vi e' un balcone da dove nelle giornate di bel tempo si gode di uno spettacolo a 360 gradi.
Comunque il sentiero non presenta mai difficolta tecniche e in nemmeno un'ora dalla Croce si giunge al Varco delle Crocicchie altro punto di snodo di sentieri.
VERSO IL FALCO


GLI ABETI ANNUNCIANO LA CROCE DEL FALTERONA

RAMO PROSTRATO

IO IN VETTA

Noi abbiamo proseguito sempre sul 17 che gira a dx e inizia a scendere sempre in faggeta lungo una dorsale e dopo circa 15 minuti il sentiero svolta a dx per giungere in breve sul laghetto della Gorga Nera,oggi protetto per la presenza di fauna ittica a rischio estinzione.
Attraversato il ruscelletto,il sentiero diventa stradello e inizia a scendere rapidamente lungo una maestosa faggeta e poco dopo si arriva alla Fonte del Borbotto.
UNO SGUARDO IMMAGINARIO SULLA GORGA NERA


SI SCENDE SUL SENTIERO 17

GRANDE VINTAGE

PARTICOLARE DEL SENTIERO




Noi al ritorno abbiamo preferito ciaspolare lungo la strada dal momento che in discesa il sentiero era assai scivoloso e fangoso poiche la neve aveva lasciato il posto alla pioggia che aveva ridotto in poltiglia la neve.

VARCO DELLE CROCICCHIE

GORGA NERA

SULLA VIA DEL RITORNO MA SULLO STRADELLO

Dalla Fonte alla macchina abbiamo impiegato poco meno di un'ora;il sentiero da noi effettuato con le ciaspole puo' essere tranquillamente allungato fino al Monte Falco nel caso riaprissero la strada fino al Borbotto.
E TORNARONO A RIVEDERE LA LUCE