domenica 27 aprile 2014

PARCO STORICO DEL MONTE SOLE:DA GRIZZANA MORANDI A MARZABOTTO 31 MARZO 2014

Dovunque si decida di andare,sicuramente il trio si ritrova ad affrontare situazioni non previste ma grazie alla loro esperienza non si perdono d'animo e sono in grado di creare un'avventura ancor più piacevole e quando si rendono conto che quell'imprevisto ha fatto saltare un po' di programmi,non si peritano a chiedere passaggi in macchina ai locali.
ALLA PARTENZA

PANORAMA COLLINARE

ALLORA??????

SEGNALETICA

E così e' stato dal momento che la traversata prevista da Grizzana Morandi a Marzabotto,già lunga di per se,essendo si allungata di quasi 5 km,rischiava di farci perdere il treno per rientrare a Prato:il tratto finale dell'escursione e' stato effettuato in macchina in compagnia del gestore del piacevolissimo agriturismo POGGIOLO,sotto le pendici del Monte Sole,tristemente noto per l'eccidio della furia nazista che stronco' la vita a 700 persone.
Comunque ancora l'Appennino ha mostrati paesaggi inconsueti e sopratutto borghi che mantengono il loro fascino rimanendo isolati dai centri abitati
ARCHITETTURA RURALE


GIANNA ALLE PRESE CON IL PAIOLO

INCROCIO TRA IL 61 E IL 100

SOPRA GRIZZANA
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Uno di questi e' il borghetto di Castelvecchio,posto sotto Grizzana Morandi le cui case conservano l'architettura di un tempo e raggiungibile con le sterrate.
Avremmo dovuto fermarci al paese di Grizzana,ma partendo l'escursione dalla stazione del paese da cui e' distante 5 km,abbiamo solo visto le prime casine poste in punti panoramici sulla valle di fronte e sui crinali della Via degli Dei.
Essendo l'escursione terminata a Piano di Vedola ed essendo fuori uso ancora il tratto della Porrettana che va a Pistoia ci siamo servite della ditta GABRIELE DEGLI ESPOSTI,che gentilmente ci ha riportato alla stazione di Grizzana dove alle 17.51 abbiamo ripreso il treno per Prato dove avevamo lasciato la macchina
ARENARIA


INCONTRI RAVVICINATI

NEL BOSCO DI CASTAGNO

TUMORE DELLA PIANTA
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A riguardo della ditta di autotrasporti,devo riportare l'assoluta inefficienza dell'azienda di soggiorno di Marzabotto,la cui impiegata sembrava vivere in un altro mondo dal momento che non sapeva che la Porrettana fosse interrotta,che a Marzabotto esistesse una ditta di taxi e altri particolari che veramente screditano l'efficenza dell'emiliano.
DESCRIZIONE TECNICA 
LUNGHEZZA=16 KM
DISLIVELLO=900 MT
SENTIERI PERCORSI=61,100

TEMPO IMPIEGATO= 4,30 ORE ESLUSE LE SOSTE
Il giro e' tranquillamente effettuabile in qualsiasi periodo dell'anno anche se l'estate a causa delle altezze non elevate,lo renderebbe     sicuramente molto piu' faticoso e secondo la nostra esperienza conviene percorrerlo nel senso nostro poiche' la risalita al Monte Salvaro presenta una pendenza del 40%.
CARLA ALLE PRESE CON UNA RARA PEONIA DI APPENNINO


CARLA PROVA L'INNESTO DI PEONIA NEL SUO GIARDINO..TANTO VA A STARE BENE

SOTTO IL SALVARO E RELATIVO PANORAMA SULL'APPENNINO MODENESE

CIMA MONTE SALVARO

Lo stesso giro puo' essere effettuato con la MTB e volendo si puo arrivare sul fondovalle e percorrere il lungo Reno verso Bologna.
DESCRIZIONE PERCORSO
Uscendo dalla stazione seguiamo le indicazioni CANCELLI e sulla strada andiamo sulla sx e percorsi poche centinaia di metri troviamo sulla sx il sottopasso della stazione e le indicazioni CAI 61 che lo seguiremo per circa 5 km fino a quando non si incrociera' con il 100.  
In questo percorso la segnaletica e' sempre ottimamaente presente insieme alla cartellonistica degli itinerari Morandiani in onore del pittore Giorgio Morandi nativo di Grizzana.

Si procede dapprima su carrareccia con il paese di Grizzana sopra la nostra testa e poi nel bosco tipicamente mediterraneo con una salita pronunciata e dopo circa 2 km si arriva al borgo di Castelvecchio che conserva le case in antica muratura.
Si percorre ora quasi 2 km su asfalto e al bivio del cimitero la segnaletica locale ci manda verso il paese di..... e poi di nuovo a sx dove ritroviamo la segnaletica CAI  e attraversate le prime case di Grizzana i segnavia CAI finalmente abbandonano l'asfalto e salgono nuovamente su carrareccia e poco dopo all'attraversamento troviamo i segnavia 100 che ci accompagneranno fedelmente fino al MonteSole.
Il sentiero sale dolcemente su sterrato e molto spesso assai panoramico con la mole del Monte Vigese e di Montovolo,mentre sullo sfondo il crinale appenninico del CImone COrno:le zone attraversate sono tipiche del castagneto che purtroppo nemmeno in questa zona e'stato risparmiato dalla piaga del vespa cinese che sta annientando castagneti secolari.
Durante il cammino abbiamo avuto la fortuna di incontrare lungo il cammino un gruppo di caprioli e poi all'interno del castagneto uno splendido alquanto raro(per l'ambiente) esemplare di peonia..
DALLA CIMA DEL SALVARO VERSO IL TERMINE


NON E' POI COSI' TREMENDOOOO

E GIANNA LO DIMOSTRA

PARTICOLARE DI ROCCIA

Lasciato il tratto di sterrato,il sentiero si addentra in un bosco tipicamente mediterraneo con lunghi tratti in piano che spezzano piacevolmente la salita e dopo circa mezzora si arriva in vetta al Monte Salvaro caratterizzata da una croce di metallo con un piccolo rifugio:la vetta di per se' non e' molto panoramica ma si intravedono facilmente le vette del crinale modenese.
Dalla cima il sentiero,sempre ottimamente segnato, inizia a scendere e poco dopo troviamo un cartello che segnala la pendenza del 40% del sentiero ma che non crea problemi dal momento che e' privo di ostacoli.
Ignorato il bivio per le Pioppe di Monte Salvaro,il sentiero continua a scendere su un tratto di arenaria con lo sfondo del Monte Sole mentre in basso appare l'agriturismo Il Termine.
AI PIEDI DEL TERMINE DELLA DISCESA DAL SALVARO


SEGNALETICA

DAL TERMINE VERSO IL MONTE SOLE

PANORAMA LUNGO IL SENTIERO 100

Progressivamente la pendenza diminuisce e in breve siamo al Termine e proseguiamo il nostro cammino sulla dx camminando sullo sterrato che non ci abbandonera' piu fino al Cimitero di San Martino e al Poggiolo dove il nostro cammino si e' interrotto a causa dei tempi ristretti per rientrare a Grizzana a riprendere il treno.
Comunque la salita non mostra mai pendenze accentuate e il panorama e' piuttosto ampio sul crinale del Monte Adone e scollinato il cmitero il Monte Sole si erge difronte a noi...da qui alla cima ci sono ancora 20 minuti per poi ridiscendere e prendere il sentiero che porta giu a Pian di Vedola;volendo dal Monte Sole si puo proseguire fino a Sasso Marconi sempre sul sentiero 100.
PRATO DEL POGGIOLO



PILATES SUI PRATI
DICESI ESSERE RILASSANTE....

IL POGGIOLO

L'intero giro e' effettuabile anche con la MTB e si presta ad essere allungato percorrendo il lungo fiume del Reno che in questo tratto e' particolarmante invitante.
LUNGO IL FIUME RENO

lunedì 7 aprile 2014

ANELLO SAN AGATA DEL MUGELLO

Il Mugello e' una terra fertile per chi ama camminare e poi ha il grande vantaggio di essere facilmente raggiungibile grazie alla sua vicinanza al casello autostradale di Barberino del MUgello.
ALLA PARTENZA

SALENDO

PENSIEROSE

CARRARECCIA INFANGATA

Le donnine,come sempre protagoniste di esilaranti avventure,si sono recate alla scoperta della zona di San'Agata del Mugello effettuando una piccola traversata da San'Agata a Marcoiano ma che ha mostrato più ambienti:dalla zona collinare siamo passate ai faggi in foglietto attraverso sterrati,sentiero e carrarecce e in alcuni punti calanchi di arenaria pittoreschi dove piccoli arbusti hanno trovato il loro habitat naturale.
L'escursione seppur lunga non presenta alcuna difficoltà e si presta a percorsi più lunghi,o traversate grazie anche alla possibilità di effettuare i rientri servendosi dei mezzi pubblici.
SOSTA ACQUIFERA VERSO IL MONTE CALVI

SENTORE DI PRIMAVERA

CATASTA DI LEGNA

Noi abbiamo lasciato una macchina a San'Agata e un'altra a Marcoiano distante appena 7 km e in questi 7 km la Carla ha dato il meglio di se stessa....ovvero un'esilarante rally lungo le curve mugellane,accoppato un distinto signore e per ultimo aver sulla coscienza un povero ciclista colto di sorpresa dallo strombazzare del clacson di Donna Carla...
Passi il rally per il quale ha rischiato il ritiro della patente,ma per un attimo si è' sentita in colpa per aver azzoppato,come detto l'omino..infatti in una manovra,come dire un po' azzardata,siamo finite in un fossetto e prontamente la Carla ha reso partecipe della disgrazia,gli abitanti del borgo che ancora non erano nemmen desti...
MI SFUGGE IL NOME,CHIEDO VENIA


SEGNAVIA CAI

ALTRE SEGNALETICHE

VERSO IL MONTE LINARI

FORMAZIONE SCISTOSA

CALANCO

Il più gentile,dopo aver studiato il caso,ha adottato le misure del caso,ma ahimè in seguito alla sgommatura della CArla,l'omino e'scivolato e si e'sbuciato tutto....per un attimo la Carlina si è mostrata affranta ma poco dopo era già pronta a scalpitare...peggio per lui che non ha preso bene le misure....
Tutto il percorso e' ben tracciato a parte il cartello iniziale del sentiero 42 che segnala come tempo di percorrenza al Passo dell'Osteria Bruciata 2 ore,mentre in realtà se ne impiegano quasi 3 dal momento che ci sono 9 km e 6oo mt di dislivello.
Nel caso si avesse maggior tempo consiglio dal Passo di proseguire sullo 00 verso la Futa e poi servirai dei mezzi pubblici:gli orari si scaricano dal sito della SITA.
PERVINCA MAIOR


BIVIO PER MARCOIANO

DESCRIZIONE TECNICA
LUNGHEZZA=14,55 km
DISLIVELLO=670 mt
TEMPI DI PERCORRENZA=4 ore e 30 minuti 
SENTIERI PERCORSI=46,48
DESCRIZIONE PERCORSO
Poco prima di arrivare a San Agata,si trovano le indicazioni per Lumena dove si lascia la macchina e si va a dx seguendo i segnavia CAI 46 piuttosto fuorvianti dal momento che indicano un tempo di percorrenza assai minore di quello reale:infatti essendo 9 i km che separano Lumena dal Passo dell'Osteria Bruciata con 600 mt di dislivello,ci vogliono almeno 3 ore.
PROFILO B


PROFILO B2


PARTICOLARE DI CALANCO

VERSO RIARSICCIO

Comunque il sentiero panoramico su Scarperia su carrareccia raggiunge il borgo delle Coste per poi proseguirefino araggiungere una panoramica selletta.
Il sentiero ora percorre uno stradello forestale caratterizzato da un fitto bosco di pini alle pendici del Monte Calvi e giunti al Monte si prosegue sulla dx e traversato un castagneto,a un bivio si tiene a sx e dopo una rapida salita si arriva ad uno spiazzo dove troviamo la confluenza del sentiero 42 proveniente sempre da San Agata.
Si piega a sx e il sentiero giunge su un poggetto scistoso assai curioso e molto panoramico sul versante di Galliano e invaso del Bilancino.Il sentiero continua a salire nuovamente su pista forestale toccando i ruderi di Riarsiccio e dopo un breve tratto di roccette,torna quasi in piano costeggiando le pendici del M.te Alto e del Faggio dell'Ombrellino e dopo circa 3 ore dalla partenza,incluse le soste arriva al Passo,punto fondamentale della sentieristica mugellana.

RUDERI DI RIARSICCIO

CHE GRINTA

ARGH

LE PENDICI DEL FAGGIO DELL'OMBRELLINO

Infatti qui troviamo il sentiero 44,lo 00 sia proveniente dal Giogo che quello diretto verso il Passo della Futa e il 48 che riporta giu' a Galliano.
Il passo e' cosi chiamato in quanto un tempo vi sorgeva un'osteria alla quale fu dato fuoco perche ritenuta covo di briganti.
Qui dopo una doverosa sosta sotto la parete del Gazzaro,abbiamo ripreso il cammino lungo il sentiero 48 ben segnato e dopo aver passato dei ruderi,abbiamo piegato a sx lasciando le indicazioni numero 50.
PASSO OSTERIA BRUCIATA


CIPPO

ALTRA FORMAZIONE CALANCHIVA AL PASSO

LE PARETI DEL MONTE GAZZARRO


Il sentiero inizia a scendere con la piana di Galliano di fronte e per larga mulattiera fra prati e cespuglieti arriva, dopo aver risalito brevemente il Poggio,sopra Marcoiano in localita Poggio dove ancora vi sono i ruderi di qualche casa.
Dal Poggio attraverso dei magnifici castagneti su stradella pedonale si arriva alla chiesa di Marcoiano dove avevamo lasciato la macchina.
Logicamente da San'Agata si possono effettuare diversi anelli con transito sul crinale.
E SI SNIFFA


OLTRE L'ORIZZONTE

MARCOIANO

IL CAMMINO FRANCESCANO MUGELLESE

RADICALI LIBERI IN AZIONE..OHIMENEEEE