mercoledì 17 settembre 2014

ANELLO VENA DEL GESSO MTB

Dopo averla girata in largo e lungo a piedi,grazie al rinato spirito ciclistico di Francesco Pagani,detto Francis,e all'entusiasmo di suo figlio che seppur quattordicenne,dimostra una grande caparbieta e sopratutto resistenza,questa volta ho avuto l'immenso piacere di pedalare lungo questa magnifica valle.
Dal finestrino del treno della faentina,mi ero spesso chiesta che se quei crinali secondari di gesso,fossero percorribili in bici oltre che a piedi e in effetti la risposta e' stata ampiamente soddisfatta dal giro da noi effettuato.
AL BAR DELLA STAZIONE

VERSO LA ROCCA

STEFANO

Complice un'estate tipicamente del Nord Europa,abbiamo pedalato senz alcun problema .nonostante fossimo in Agosto e a quote relativamente alte;infatti la massima elevazione e' il Monte Mauro,la montagna di cristallo,che e' alto 470 mt.
D'altronde la lunga dorsale della Vena del Gesso non presenta mai quote elevate ma talmente e' spettacolare il panorama che si gode,che sembra chissa quali quote si tocchino.
Ancora una volta protagonista indiscusso del giro e' stato Stefano Pagani che macina i suoi km in salita con discrete pendenze,senza colpo ferire nonostante non abbia una gran bici.
PANORAMA SU RIOLO

STEFANO E FRANCIS,FIGLIO E PADRE

LUNGO LA STRDA

SUL SENTIERO 511

STEFANO SUL TRATTO DI SINGLE TREK

SENTIERO 511

Certo e' che il nostro girovagare sui pedali non e'  scandito dai tempi e questo secondo me rende tutto piu facile:non c'e' agonismo ma complicita e qualsiasi cosa possa modificare il giro,non turba l'allegria del gruppetto
Devo ammettere pero' che il cammino sulla Vena e' assai spettacolare ma anche il pedalare mostra i suoi lati positivi dal momento che ti permette di sconfinare in piu vallate facendo si che sia maggiore la conoscenza dei posti.
Io ad esempio ho integralmente percorso la Vena da Borgo Tossignano a Brisighella con scenari mozzafiato ma mai ero riusciuta a percorrere quelle strade bianche si adagiano sulla Vena;certamente dal punto di vista fotografico con il cammino si ha piu possibilita di effettuare scatti di un certo tipo potendo portare con se la macchina reflex,mentre il pedalare implica l'uso di compatte che risultano essere piu' agevoli per lo scatto.
Comunque quello che conta e' quello che ti rimane nel cuore e nello spirito dopo ogni uscita che sia a piedi o in compagnia.
SEMPRE SUL 511:IL TRATTO E' PEDALABILE

DISCESA RIPIDA MA DA FARSI IN SELLA


SEGNAVIA

AL BIVIO DELLA SBARRA,SI VA A SX

Raccomando a chiunque sfruttasse questo post per andare a visitare questi posti ,di lasciarsi il tempo per visitare Brisighella partendo dalla suggestiva camminata lungo la Via degli Asini per poi salire alla Torre dell'orologio e da qui alla Rocca per poi incamminarsi lungo la Via di Monticino per arrivare infine al Parco del Carne dove un incantevole rifugio accoglie le stanche ma soddisfatte membra..
DESCRIZIONE TECNICA
KM PERCORSI=38 km

DISLIVELLO=800 mt
SENTIERI=in parte il 511 in discesa facilmente percorribile;lungo il giro frequenti segnalazioni della CICLOVIA DEL GESSO percorso che permette una esauriente pedalata alla scoperta della zona.
Sono in parte asfaltate e in parte sterrate,ma il traffico e' inesistente,
Piacevole e' la Valle del Sintria e il borgo di Casola Valsenio.

TEMPI DI PERCORRENZA I tempi,secondo me in mtb,sono relativi dal momento che ognuno pedala con la propria cadenza ma sopratutto e' notevole l'aiuto del mezzo...pedalare con una Graziella e' un conconto,pedalare su una discreta bici e' un altro discorso...certo conta la gamba ma....
DESCRIZIONE GIRO
La partenza avviene dalla Piazza della Stazione,dove consiglio una sosta per gustarsi dei buoni dolci..non dico il caffe' dal momento che il giro parte subito con una ascesa di 5 km con discreta pendenza.
Dalla piazza seguiamo le indicazioni per il Rifugio Centro Visita Parco del Carne costeggiando la Rocca.
Arrivati a Monticino,merita una sosta la visita per la Cava di Gesso,per poi riprendere la pedalata la cui fatica viene mitigata dal superbo panorama a 360* della Vena del Gesso;passato il borghetto di Varnelloe le indicazioni per la Grotta Tanaccia(merita una visita),arriviamo a Rontana e trascuriamo le indicazioni per la cima a sx mentre a dx la strada prosegue per Riolo Terme:strada da cui giungeremo al ritorno
VALLE DEL SINTRIA

BIVIO MONTE MAURO

PARTICOLARE

BIVIO RIO STELLA:TERMINA L'ASFALTO LA PENDENZA NEL TRATTO DI STERRATO SI ACCENTUA

CARTELLI ESPLICATIVI
.

Noi proseguiamo a diritto e in breve giungiamo all'inizio dello sterrato .
Passata la catena,poco dopo troviamo un cancello e noi prendiamo la strada che scende e che ci porta a ricongiungersi al sentiero 511 che seguiamo in discesa prestando attenzione.
Qui,in questo tratto,e' raccomandabile scendere dalla bici dal momento che il sentiero e' stretto e di roccia friabile ;passato questo punto il tracciato non presenta più nessun tipo di difficoltà ed è' interamente pedalabile.Seguiamo sempre le indicazioni CAI e giungiamo ad una catena e scendiamo a sx e in breve perveniamo alla Via di Castenuovo.
Qui proseguiamo a sx,seguendo sempre i segnavia che però quando arriviamo al vigneto,si perdono.
DIDASCALIA

CARTINA

PARTICOLARE DELLA VENA

STEFANO NEL TRATTO FINALE DI MONTE MAURO

PARTICOLARE DELLA VENA DEL GESSO

Comunque non vi sono problemi perché costeggiando il vigneto troviamo uno stradello che in breve ci porta sulla strada asfaltata e andiamo sempre a sx con di fronte la mole del Monte Mauro che sovrastala Valle del Sintria.Qui ci aspetta un breve tratto di asfalto in falsopiano non trafficato,fino a quando non troviamo la Via di Monte Mauro e le indicazioni della Ciclovia del Gesso.
La salita e' regolare e non mostra mai pendenze accentuate nella lunghezza dei suoi 5 Km e quando arriviamo alla deviazione per la fattoria Rio Stella, l'asfalto lascia   il posto allo sterrato e qui la pendenza si accentua fino a quando arriviamo al pianoro con alcuni esemplari di gessi,siamo ormai al termine della salita,ci aspetta un piccolo strappettino per l'arrivo alla cima.
Comunque lo spettacolo anche da questo pianoro e' superbo esaltato pure dal riverbero del cristallo:l'ultimo km sembra di pedalarlo sopra una cristalliera.
LINGUA DI GESSO

DA MONTE MAURO VERSO BRISIGHELLA E L'APPENNINO TOSCO ROMAGNOLO

In cima ci troviamo l'enorme campana dell'eremo in fase di risrutturazione e due seggiole per godersi lo spettacolo sulla Valle del Sintria e sulla Vena.
Qui troviamo pure il sentiero 511 proveniente da Borgo Rivola e un cartello per la Cima di Monte Mauro,massima elevazione della Vena:avverte della esposizione del sentiero.
Io,che soffro di vertigini,posso garantire che avendo come gia' detto percorso a piedi integralmente il sentiero,non ho trovato alcuna difficolta'.
Certamente in bci e' necessario assolutamente scendere dalla sella,ma penso che talmente e' spettacolare il paesaggio,che ne valga la pena.
Volendo,da qui si puo' proseguire il giro per poi riemmettersi con la ciclovia,ma noi abbiamo preferito ridiscendere per la medesima strada e una volta,arrivati al bivio di partenza,ci siamo diretti a sx verso Riolo Terme percorrendo 4 km di asfalto in falsopiano con zero traffico,tralasciando il bivio per Castelnuovo senalato con il simbolo della ciclovia.

CAMPANA DI MONTE MAURO

Arrivati al bivio Riolo Terme-Brisighella,sinceramente abbiamo pensato che fosse quello il nostro bivio,ma in effetti per percorrere la ciclovia,avremmo dovuto proseguire ancora fino a trovare lo stradello sterrato con i segnali del percorso.
Sinceramente e' stata una salita piacevole seppur con una discreta pendenza ma l'assoluta,anche qui,mancanza di traffico e l'apertura del panorama ha fatto si che poi non ci sia dispiaciuto percorrere il giro programmato di rientro.
SUL SENTIERO 511

Arrivati al bivio del Parco del Carne,abbiamo deciso di placare i morsi della fame,rierpicandoci per il Rifugio ma ancora una volta la nostra scelta e' stata azzeccata e una volta messe le gambe sotto la tavola,ci siamo divorati un sano ma alquanto prelibato panino.
Da qui poi abbiamo ripercorso la strada dell'andata e in discesa ci siamo fatti trascinare dall'ebbrezza della velocita e in 10 minuti siamo giunti di fronte al nostro bar dove,logicamente ci siamo concessi un caffe per ridare tono e vitalita ai nostri fisici.
MA ANCORA UNA VOLTA MI COMPLIMENTO CON STEFANO PAGANI CHE SI E' MACINATO I SUOI KM IN SALITA SENZA MAI CEDERE.
PANORAMA
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