mercoledì 20 aprile 2016

ANELLO MONTE BORLA-ALPI APUANE

Incredibile ma vero..sono tornati tutti anche a questa gita anzi diro ' di piu'..viaggiamo a quote partecipanti inimmaginabili fino a poco tempo fa..non solo, il partecipante alla gita precedente porta nuovi adepti..vuoi vedere che alla fine Maria Fontanelli dovra' ammettere che a mio modo mi rende utile nel sociale????Vuoi vedere che non potro' piu' di tanto mentire sulla qualita' della gita....vuoi vedere che .....non saprei  ....ma insomma sono veramente soddisfatta perche' camminare in compagnia piacevole e' una gran bella cosa...E poi vuoi mettere camminare in compagnia del guaglione quadrupede Ares che appena sente la voce di Donna Carla si mette sugli attenti,vuoi mettere la gioia che ti da' quel volto sempre sorridente di Luciano e la sicurezza della sua mano che ti aiuta in un punto un po' critico.....speriamo che questo momento magico duri....
DA SX IN ALTO:DOROTA,AMANDA,GIANNA,LUCIANO,
IN BASSO DA SX:ALESSANDRO,LUISELLA,GISELLA,CARLA,ANNA

Escursione tranquilla con una meta' relativamente alta ma ancora una volta dagli scenari superbi con lo sfondo di una cresta di Nattapiana e il Pizzo di Uccello:siamo sempre in Apuane ma questa volta sul versante settentrionale quello dal sapore ancor piu' dolomitico dove i prati fanno da sfondo alle grandi pareti,quelle pareti che fanno sognare i grandi rocciatori e rendono eroi per un giorno i mortali che riescono a salire alla cima.
Certo le emozioni che ha provato Luciano nel salire certo pareti arrampicandosi non saranno le stesse che ha provato oggi nell'arrivare in cima al Borla ma da grande appassionato della montagna apprezza anche questo tipo di escursione.
L'ascesa al Monte Borla e' priva di qualsiasi difficolta',i segnavia sono sempre ben evidenti come i bivii e sopratutto la presenza del Rifugio Carrara lungo il cammino e' una sicurezza.

 Che donne che gambe...
Immagine sotto:Donato con una Gise stranamente seria....

Escursione che secondo me deve essere effettuata durante la stagione primaverile per godere delle lunghe giornate e quindi poter sostare prima sulla cima del Borla,poi sorseggiare un buon caffe al Rifugio Carrara e godersi il tramonto sulla costa ligure alla Gabellaccia dove termina il giro.
Siamo alla Gabellaccia e qui come si vede parte il sentiero
Flora apuane
Grotta naturale che troviamo quasi subito la partenza
Qui la fantasia di ciascuno di noi e' libera di viaggiare...chi vi ricorda?La Gisella dice un cane...tutti noi abbiamo concordato...e Voi
Eccoci al primo bivio della giornata..lasciamo il 185 e ci incamminiamo sul 40:dalla macchina abbiamo percorso 1,500 km in nemmeno 30 minuti

DESCRIZIONE TECNICA DEL PERCORSO
LUNGHEZZA=KM 15
DISLIVELLO=570 MT
TEMPO IMPIEGATO=4 ORE A CUI SI DEVONO AGGIUNGERE LE SOSTE..NEL NOSTRO CASO 3 ORE
SENTIERI PERCORSI=185-40-174-183-173-SENTIERO NON NUMERATO(MONTE BORLA)-185
CONDIZIONI METEO=SERENO
RIFORNIMENTO IDRICO=RIFUGIO CARRARA
DESCRIZIONE DEL PERCORSO 
Raggiunta la localita Gabellaccia lungo la strada che sale a Campocecina da Carrara,posteggiamo l'auto e ammirato lo sguardo sulla costa ligure prendiamo il sentiero 185 che sale lungo una staccionata immerso in un bosco misto di faggi e abete.
Poco dopo passiamo sotto un arco naturale roccioso e lungo il cammino troviamo prima una grotta sulla dx poi una formazione singolare rocciosa che ricorda un cane.
Dopo circa 30 minuti di cammino,1,500 km di sentiero,in un'abetaia lasciamo il sentiero 185 che percorreremo al ritorno dal Rifugio Carrara e prendiamo sulla sx il sentiero 40.
Sentiero che procedera' all'interno di una fitta faggeta ma che in alcuni punti apre qualche finestra sulla costa e Appennino Ligure:sentiero sempre ben visibile e privo di difficolta'.Giunti su una selletta,si scende fino ad incontrare sulla nostra dx i resti di un'antica miniera di manganese;da qui riprendiamo a salire e questo tratto e' un po' impervio per il sentiero stretto e leggermente esposto ma che per la presenza del cavo e' sicuro .
Punto panoramico e i fotografi si scatenano tipo giapponesi...la Gisella guarda e non favella
I veri montanari si riconoscono..altro che foto..rimane tutto nella cervella...ma Anna non perdona e fotoclic fotoclic
Ruderi di una miniera di manganese poco prima di Foce a Pozzi
Neve neve e la Gise impazza....
Primula odorosa
Siamo al bivio di Cardeto:ahime...cerca cerca ma quello zaino non ha viveri...ma i montanari non si lasciano andare...svengono solo...
Bivio:il sentiero 40 va verso Cardeto mentre noi proseguiamo sul 171 verso Foce a Pozzi

Giunti nei pressi di una capanna diroccata troviamo il bivio con il sentiero 174:lasciamo il 40 diretto a Cardeto e proseguiamo per un breve tratto tratto sul 174.
Dalla macchina a qui abbiamo percorso 4,38 km in 1 ora e 15 minuti e siamo a quota 1162mt.
Proseguiamo il cammino in costante ascesa e dopo 10 minuti siamo in localita Foce ai Pozzi dove lasciamo il sentiero 174 e prendiamo il sentiero 183 con indicazioni Rifugio Carrara-0,50 minuti.
Se facciamo pochi passi sulla sx ci troviamo su un pianoro spettacolare:un balcone sul Sagro,Cresta di Nattapiana e Pizzo di Uccello adagiata sul versante di Vinca e le vette del Pisanino e Grondilice.
Il sentiero 183 sale dolcemente su spettacolari prati misti a faggeta e giunti sulla sella del Monte Ballerino,iniziamo a scendere lungo un maestoso bosco di faggi e in breve arriviamo al Rifugio Carrara.
Dalla Gabellaccia a qui abbiamo percorso 7,700 km in in 2 ore con 47 minuti di soste e un didlivello di 410 mt.
Da Foce a Pozzi ecco il panorama ...il Monte Sagro e il suo crinale
E qui il gruppo ha rischiato di mettere radici:fatale l'incontro con un diversamente giovane CAI che ha esordito con la celeberrima frase"Per essere breve"....ciao ciao e' partito dalla guerra di Caporetto...
Ares con la sua mamma Amanda e sullo sfondo il Sagro

Ecco la cresta di Nattapiana che da apripista al massiccio del Pizzo d'Uccello
Lei e' la testimonianza che l'animo non lo fa la carta d'identita'...
Mammaaaaa..aspettaaa..sta passando la Carla..mi nascondoooo
Il gruppo prosegue con Amanda apripista sul sentiero 183 che abbiamo preso a Foce a Pozzi per arrivare al Rifugio Carrara.
Nell'immagine sotto vediamo Donato e Gisella all'arrivo al Rifugio Carrara..siamo a quota 1300,lasciamo il sentiero 183 e prendiamo il 173 diretto a Foce di Pianza sotto il Sagro.

Terminata la sosta,proseguiamo il cammino lungo lo stradello in salita che costeggia prima una fontana,poi la chiesetta e arriviamo sugli immensi pratoni di Campocecina seguendo il sentiero 173 diretto a Foce di Pianza.
Il cammino prosegue sullo stradello nel mezzo dei pratoni e passiamo i ruderi della Vaccheria sulla dx,capanna costruita subito dopo la prima guerra mondiale per la lavorazione del latte:infatti qui venivano portate le mucche per essere munte.
Dopo i ruderi,il sentiero rientra nel bosco e troviamo quasi subito sulla dx un cartella di legno che indica la deviazione per il Borla:dal rifugio il bivio e' a 1km.
La salita alla cima e' regolare e dopo la curva su un intaglio roccioso saliamo sulla cresta:siamo nei pressi di Casa Martignoni,la cima del Borla ci aspetta da li a breve ma lo spettacolo e' veramente incredibile sulle sottostanti cave,sul mare e sul gruppo del Sagro:eccoci dopo 2 ore e 36 minuti siamo sulla cima e le immagini parleranno come sempre da sole.
Per ritornare a Campocecina invece di percorrere il sentiero dell'andata,andiamo sulla sx lungo il sentiero che costeggia sul lato del mare la cresta del Borla.
Immagine sopra...dal Carrara verso i Prati di Campocecina.

Bivio per il Borla:lo troviamo poco dopo che siamo rientrati nel bosco dai prati di Campocecina
Termina la salita:siamo sul crinale del Borla e ci affacciamo sulle cave di Colonnata e sul golfo ligure
Panorama sul versante sud del Borla
Dalla vetta verso il Sagro
Carosello di vette...Cresta di Nattapiana,Pizzo d'Uccello,Grondilice e Pisanino

Tutti al cospetto del Sagro



Dal Borla scendiamo sui prati di Campocecina dalla cui sella si puo' assistere ai lanci con il parapendio e da qui al Rifugio per la sosta caffe:dal Borla al Rifugio abbiamo percorso quasi 2 km in 30 minuti.
Dal Rifugio prendiamo il sentiero 185 diretto a Castelpoggio passando dalla Gabellaccia:il sentiero inizialmente scende al sottostante Rifugio Belvedre,passa la localita Acquasparta e costeggiando un camping iniziamo a scendere con superbe aperture sulla costa di Portovenere e le sue isole.
Dopo il faggio,entriamo in un abetaia e in breve arriviamo al bivio del 40 ripercorrendo cosi nell'ultimo tratto il sentiero dell'andata e dopo circa 4 km scarsi siamo di nuovo alla Gabellaccia dove nel caso giungessimo in odor di tramonto merita una sosta sulle panchine sottostanti lungo il sentiero 185/47,altrimenti vi consiglio di non riporre la macchina fotografica e fermarvi al casottino sottostante un paio di km sulla sx dove il panorama abbraccia mare e montagna.
E TORNARONO A RIVEDER LE STELLE...
A fianco:sul Borla.
L'immagine sottostante dimostra il fisico integro di Luciano che non scorda mai il suo passato di arrampicatore di pareti

.

Dal Borla scendiamo sul crinale sud sul mare
Siamo ormai in vista dei prati di Campocecina
Mammaaaaa......quanta sete
Dal Carrara scendiamo verso il ristorante Belvedere...ora siamo sul 185 che non lasceremo fino all'arrivo alla Gabellaccia
Si scende lungo un sentiero sempre ben segnato e privo di difficolta
Cavita naturale
Che squadra.....
E tornarono a rivedere le stelle...con la macchina della Gise..ma come si puo' invecchiare con questi spiriti folletti..


  

domenica 17 aprile 2016

ANELLO CASCATE ACQUAPENDENTE-PRUNO-RIFUGIO FANIA

Quando il web diventa complice di una bella storia....da qualche tempo mi sono permessa di gestire una Pagina su Facebook per far conoscere le meraviglie del Nostro Appennino e incredibilmente e' riuscita bene al punto che spesso mi contattano persone per unirsi al trio di base...Io sono la mente pensante,ma priva di patente;sono per fortuna affiancata da Donna Carla e Donna Gianna automunite e soprattutto molto molto esperte ma si definiscono vittime della loro aguzzina guida che sempre a loro dire inganerebbe sui dislivelli e km.
CHE CLASSE...TROVATENE UN'ALTRA...

E proprio grazie alla Pagina che al nostro gruppetto un po scanzonato,si e' unita come gia' detto nel precedente post,Amanda che a sua volta ha fatto pubblicita' e cosi' insieme a lei sono venute Angela e Giuliana....
Ma il bello deve ancora venire....durante il cammino abbiamo incontrato una coppia di escursionisti diretti come noi al Rifugio Fania e proprio qui galeotto fu il canotto...infatti al momento di ripartire hanno deciso di fare la deviazione per le Cascate dell'Acquapendente insieme a noi e cosi' alla fine eravamo proprio un gruppetto ancor piu' scanzonato..
A proposito di scanzonato,finalmente con noi anche la Gisella che con la sua allegria e le canzoni di Bennato azzeccate per ogni battuta,ha reso il gruppo ancor piu' mitologico.
ALLA PARTENZA...Donna Carla..di lei ne sapevamo tante ma che parlasse pure ai ......lo scoprirete presto
Ed ecco un nuovo volto..con Lei il gruppo ha una ventata di giovinezza..Angela..
Un altro volto nuovo del gruppo..la mitica Gisella detta Gise...con lei la musica di Edo fa da sottofondo al giro
Quel miracolo di montagna bucata..chiamato Forato dall'Alpe di Pruno

Una parola la merita pure la Carla che al Rifugio La Fania ha fatto concorrenza a San Francesco addomesticando un mulo ribelle gesticolando con la celeberrima bacchetta e poi lungo il cammino parlando con il guaglione napoletano Ares come fosse una persona..il bello che Ares,pur ribattezzato con mille nomi,la guardava e obbediva...
Il passo successivo della Carla a questo punto e' di dialogare con Sorella Luna e Fratello Sole...
L'escursione e' stata caratterizzata dalla presenza anche di tre pelosi:Ares,Sophie e Margot quest'ultima al termine dell'escursione ha chiesto il disconoscimento della sua mamma Giuliana...(pare preferisca una sana attivita' divanesca)...
L'anello non presenta alcuna difficolta' e l'attraversamento di diversi alpeggi rendono l'escursione molto particolare grazie anche la visita alle Cascate dell'Acquapendente...affascinanti le pareti di roccia di color rosso dal momento che le acqucadel canale Deglio scorrendo in ambiente roccioso sono ricche di materiale ferroso.
Siamo ormai a Colle Iapoli:di fronte la cresta Monte Lieto-Gabberi
Si aspetta di ricompattare il gruppo..il guaglione e' marcato a vista da Mamma Amanda

Sulla mulattiera che da Colle a Iapoli sale verso le Caselle,ecco un altro volto nuovo..Giuliana,mamma di Margot,quadrupede molto tranquillo.La sua mamma ha deciso di sottoporla ad un sano e regolare fitness..al termine dell'escursione la canina ha chiesto il disconoscimento materno...
Dovunque e comunque si mostri,rimane la regina indiscussa delle Apuane...Pania della Croce;sulla dx il crinale che da Foce a Valli sale alla croce
Siamo alle Caselle-Alpeggio che divide l'Alpe di Pruno da quella di Volegno.
Da Pruno a qui sono 2,800 km con un dislivello di quasi 500 mt percorso in 41 minuti escluse le soste.Siamo a quota 879 mt e ormai siamo al termine dell'ascesa.
Ed ecco il Forato e la successiva Costa Pulita che dall'arco del Forato sale a Foce di Valli.
Nell'immagine sotto:da sx a dx...Gianna,Angela,Donna Carla e la Gise

Consiglio di salire lungo il sentiero che permette di ammirare le cascate dall'alto:infatti i raggi del sole esaltano lo spettacolo creando suggestivi giochi di luce tendenti alle sfumature del rosso e qui possiamo lasciare andare la fantasia che puo' regalarci nuove emozioni.
Al termine dell'escursione vale la pena soffermarsi a visitare il piccolo borgo di Pruno e appagare il corpo con una sosta alla Locanda del Pover Uomo...e poi uscendo dare un ultimo sguardo a quella montagna bucata..e sognare sognare...che del diman non vi e' certezza...
DESCRIZIONE TECNICA
LUNGHEZZA=14 KM
DISLIVELLO=600 MT
TEMPO DI PERCORRENZA=3 ORE E 49 MINUTI ESCLUSE SOSTE(3 ORE DI SOSTE)
SENTIERI PERCORSI=122,SEGNI GIALLI,124,7,SEGNI BIANCO ROSSI
RIFORNIMENTO IDRICO=SEMPRE PRESENTI LUNGO IL CAMMINO.
DESCRIZIONE DEL PERCORSO
Parcheggiata l'auto nella piazzetta di Pruno,borgo avvolto tra le braccia di quell'incredibile carosello di crinale che dal Gabberi corre come un funambolo sino alla Pania:questo e' lo spettacolo che ci accoglie mentre arriviamo.
Dalle Caselle si mostra cosi' la Pania
Ed eccoci al bivio della Fania:poco sopra le Caselle,al termine delle case,lasciamo il sentiero 122 che sale a Mosceta e andiamo a dx,scoloriti segni gialli visibili su un tronco dell'albero su una fessurina
Amanda dopo aver superato la prova Carla,marcia a passo sicuro...e' una garanzia DOP by Carla
Ecco Margot che non comprende bene per quale motivo debba essere sottoposta a questo tipo di ginnastica.Siamo alla Fatigata:abbiamo percorso 3,900 km in 1,05 minuti
Potrebbe anche piovere ma con Gise e' sempre giorno solare e tra una battuta e un'altra,una stornellata di Edo non manca..mi direte Edo chi???
Ma siii...il grande Bennato...
Ponte dei Sospiri toscano...chiude Amanda che e' stata vista raccattare pietre...la sottoscritta teme...anzi per una volta che era stata onesta con le sue vittime...
Immagine sotto:Giuliana,Gise,Angela,Amanda,
Donna Carla e Gianna

Saliamo le scalette che si addentrano tra le case e i segnavia sono sempre ben evidenti;lungo la prima parte del cammino notiamo la presenza di diverse maesta' che ingentiliscono il bosco di castagno.
La mulattiera sale con pendenza regolare e dopo circa 20 minuti  arriviamo sull'asfalto che conduce a Colle Iapoli e lo seguiamo per un breve tratto e dopo la curva, su un fianco roccioso entriamo nuovamente nel bosco e il cammino e' molto piacevole e diversi sono gli scorsci panoramici.
In breve arriviamo all'alpeggio delle Caselle e qui e' obbligo la sosta anche per un eventuale rifornimento idrico:abbiamo percorso fino a qui 2,79 km in 40 minuti,escluse le soste, e siamo a quota 879 mt nella cosidetta Alpe di Pruno mentre 100 mt piu' avanti sulla sx,passato il torrente,c'e' l'Alpe di Volegno.
Fatte poche centinaia di mt troviamo un altro gruppo di casolari e qui un tempo vi era il rifugio del CAI;un ultimo strappo e arriviamo alla deviazione per il Rifugio della Fania.
Il sentiero e' ben evidente sulla dxma non i segnavia gialli che poi fortunatamente si renderanno visibili anche se il sentiero e' sempre ben evidente e si mantiene a mezzacosta.
Siamo alla Fania...chissa se nel tempo da Luisella e Luciano verra' ricordato con piacere...eh si dovete sapere che una foto...e galeotto fu il canotto...
Luisella e Luciano sono finiti nella rete e benedetti da Carla...e vai di lissioooooo....
Da Pruno a qui abbiamo percorso 5,200 km in 1,25 minuti e 0,45 di soste..Siamo a quota 900 mt
Dalla Fania l'imponente bastionata della Costa Pulita che divide la Garfagnana dalla Versilia
Ed ecco svelato il mistero..Donna Carla,come San Francesco,parla agli animali..non sappiamo cosa gli abbia detto ma sicuramente questo ha preferito girare il...e andare...
Vediamo la prima immagine di Luisella....
Non solo la ramanzina della Carla ma pure una strimpellata di Gise con musica di Edo...ciao mulo
Dalla Fania seguiamo i segnavia 124 scendendo per i prati terrazzati e ci manteniamo verso il lato della Pania:in questo punto i segnavia sono minimi...
Immagine sotto:siamo all'alpeggio San Rossore:la casa e' abitata da un pastore con il suo gregge.
Il sentiero si mantiene sulla sx scendendo lungo ulteriori terrazzamenti

Attraversiamo diverse volte vari torrentelli lungo il bosco di castagno e dopo circa mezzora passiamo a fianco di un piccolo rifugio ristrutturato denominato la Fatigata :abbiamo percorso fino a qui 4 km in un'ora .
Continuiamo il cammino e attraversato nuovamente il ruscello su un ponte di legno giungiamo su un tratto aperto dove vediamo sulla nostra sx il Passo dell'Alpino,il Corchia e Mosceta raggiungibili con il sentiero 122 da noi lasciato in precedenza.
In breve arriviamo al cospetto del secolare ma purtroppo mal potato faggio del Rifugio Fania posto sotto le pareti della Pania e del crinale di Costa Pulita del Forato:da Pruno a qui abbiamo percorso 5,200 km in 1 ora e 25 minuti con 45 minuti di soste e siamo a quota 900 mt.
Anche qui abbiamo la possibilita' di rifornirci di acqua e dopo la dovuta sosta seguiamo i segnavia del sentiero 124 e anche qui l'imbocco del sentiero e' poco visibile.
Causa errore impostazione pagina,purtroppo le immagini successive non sono nell'esatta sequenza.
Qui siamo subito dopo che abbiamo lasciata il sentiero 7 per la vecchia mulattiera che ci condurra' al bivio Pruno-Cascate Acquapendente.
Bizzarra costruzione che troviamo poco prima il bivio delle cascate
Bivio cascate:da Pruno a qui abbiamo percorso 9,700 km in 2 ore e 32 minuti con 2 ore di soste
Alpeggi di San Rossore,che come detto sopra si trovano al di sotto del Rifugio Fania
Siamo a Collemezzana:questa e' la casa del nonno,personaggio storico che fu ammazzato dai nazisti.Ora lasciamo il sentiero 124 e scendiamo sulle scalette a dx seguendo i segnavia 7.Segnavia che seguiremo fino a quando a quota 489 mt non troveremo una cappellina:noi andiamo a dx su una mulattiera.Abbimo percorso 9,29 km..di spalle la prima immagine di Luciano

Il sentiero scende lungo i terrazzamenti e quando arriviamo all'Alpeggio di San Rossore con alcuni ruderi e una casa ancora abitata e il gregge di pecore che ci viene incontro.
La mole della Pania incombe su questi alpeggi molto ameni che ricordano gli ambienti dolomitici;continuiamo a scendere fino ad arrivare a Collemezzana:qui c'e' un gruppo di case tra cui quella del nonno ucciso dai nazisti.
Da Pruno qui abbiamo percorso 7,16 km in 2 ore escluse le soste,ora lasciamo il sentiero 124 e seguiamo i segnavia 7 che scendono lungo le scalette,attraversano i prati e scendono rapidamente e dopo aver passato un altro rudere,attraversiamo un corso d'acqua,cambiamo versante e si ricomincia a rivedere il Forato.
Quando arriviamo ad una maesta, lasciamo il sentiero 7 e saliamo sulla dx per una mulattiera ben conservata:fino a qui abbiamo percorso 9,29 km in 2 ore e 32 minuti escluse sempre le soste.
Siamo a quota 485 mt:fatte poche centinaia di metri all'altezza di un'altra maesta,pieghiamo a sx e dopo aver notato sulla nostra testa dei ruderi di casa incastonata sulla roccia,troviamo la deviazione per le cascate dell'Acquapendente che danno un tempo di percorrenza di 25 minuti,noi ne impieghiamo meno.
Dal bivio riprendiamo a salire lungo una mulattiera ben conservata e dopo un breve tratto in discesa e aver superata una costruzione in cemento,arriviamo accompagnati dal fragore delle acque,al cospetto delle cascate che presentano un salto incredibile che dopo una giornata di pioggia danno vita ad uno spettacolo incredibile.
Noi l'abbiamo ammirata con una portata di acqua non eccezzionale ma anche la visione di quelle pareti erose dalle acque con colori variegati,hanno il loro fascino.
Ecco le tre amiche....chissa se al termine della gita Amanda verra' ripudiata da loro....
Nel magico zaino di Gise,non solo il grande Edo ma pure le chicche
Lungo la mulattiera che sale verso le Cascate..chiude il gruppo Luciano che fa da cavaliere alla sua Luisella
Ed ecco le imponenti pareti delle Cascate alimentate dalle acque del Canale del Deglio;da notare le incisioni rossastre causate dalle acque ferrose del Deglio

Tornati indietro fino al bivio delle cascate,scendiamo lungo la mulattiera e in breve siamo sul ponte mediceo sul Canale del Deglio  con un'ennesima edicola dedicata a San Francesco.
Riprendiamo il cammino entrando in un bosco incantato con la presenza di cartelli con disegni dei Folletti:ci avvertono che siamo nella loro casa.
Al termine della salita usciamo sulla mulattiera con un bellissimo spettacolo sui crinali apuani..qui nel solstizio di estate e' possibile assistere allo spettacolo dei raggi solari che filtrano dal foro della montagna.
Siamo in paese,una visita e una sosta come gia' detto alla Locanda rendono la fine dell'escursione ancora piu' piacevole...
E tornarono a rivedere le stelle..

Dalla cascate si torna al bivio e si scende lungo la mulattiera e in breve siamo sul Ponte di Pruno.
Lo stradello sottostante porta al mulino..da vedere.
Abbiamo percorso 12,69 km in 3 ore e 30 minuti.
Ultimo strappettino per tornare a Pruno

Da Pruno verso il gruppo Nona-Procinto-Matanna(non visibile)
Lungo il sentiero che dal Ponte risale a Pruno
Chiudiamo il post con la bellissima immagine di Amanda,il suo Ares e finalmente vediamo Luciano