ANELLO MONTE BORLA-ALPI APUANE

Incredibile ma vero..sono tornati tutti anche a questa gita anzi diro ' di piu'..viaggiamo a quote partecipanti inimmaginabili fino a poco tempo fa..non solo, il partecipante alla gita precedente porta nuovi adepti..vuoi vedere che alla fine Maria Fontanelli dovra' ammettere che a mio modo mi rende utile nel sociale????Vuoi vedere che non potro' piu' di tanto mentire sulla qualita' della gita....vuoi vedere che .....non saprei  ....ma insomma sono veramente soddisfatta perche' camminare in compagnia piacevole e' una gran bella cosa...E poi vuoi mettere camminare in compagnia del guaglione quadrupede Ares che appena sente la voce di Donna Carla si mette sugli attenti,vuoi mettere la gioia che ti da' quel volto sempre sorridente di Luciano e la sicurezza della sua mano che ti aiuta in un punto un po' critico.....speriamo che questo momento magico duri....
DA SX IN ALTO:DOROTA,AMANDA,GIANNA,LUCIANO,
IN BASSO DA SX:ALESSANDRO,LUISELLA,GISELLA,CARLA,ANNA

Escursione tranquilla con una meta' relativamente alta ma ancora una volta dagli scenari superbi con lo sfondo di una cresta di Nattapiana e il Pizzo di Uccello:siamo sempre in Apuane ma questa volta sul versante settentrionale quello dal sapore ancor piu' dolomitico dove i prati fanno da sfondo alle grandi pareti,quelle pareti che fanno sognare i grandi rocciatori e rendono eroi per un giorno i mortali che riescono a salire alla cima.
Certo le emozioni che ha provato Luciano nel salire certo pareti arrampicandosi non saranno le stesse che ha provato oggi nell'arrivare in cima al Borla ma da grande appassionato della montagna apprezza anche questo tipo di escursione.
L'ascesa al Monte Borla e' priva di qualsiasi difficolta',i segnavia sono sempre ben evidenti come i bivii e sopratutto la presenza del Rifugio Carrara lungo il cammino e' una sicurezza.

 Che donne che gambe...
Immagine sotto:Donato con una Gise stranamente seria....

Escursione che secondo me deve essere effettuata durante la stagione primaverile per godere delle lunghe giornate e quindi poter sostare prima sulla cima del Borla,poi sorseggiare un buon caffe al Rifugio Carrara e godersi il tramonto sulla costa ligure alla Gabellaccia dove termina il giro.
Siamo alla Gabellaccia e qui come si vede parte il sentiero
Flora apuane
Grotta naturale che troviamo quasi subito la partenza
Qui la fantasia di ciascuno di noi e' libera di viaggiare...chi vi ricorda?La Gisella dice un cane...tutti noi abbiamo concordato...e Voi
Eccoci al primo bivio della giornata..lasciamo il 185 e ci incamminiamo sul 40:dalla macchina abbiamo percorso 1,500 km in nemmeno 30 minuti

DESCRIZIONE TECNICA DEL PERCORSO
LUNGHEZZA=KM 15
DISLIVELLO=570 MT
TEMPO IMPIEGATO=4 ORE A CUI SI DEVONO AGGIUNGERE LE SOSTE..NEL NOSTRO CASO 3 ORE
SENTIERI PERCORSI=185-40-174-183-173-SENTIERO NON NUMERATO(MONTE BORLA)-185
CONDIZIONI METEO=SERENO
RIFORNIMENTO IDRICO=RIFUGIO CARRARA
DESCRIZIONE DEL PERCORSO 
Raggiunta la localita Gabellaccia lungo la strada che sale a Campocecina da Carrara,posteggiamo l'auto e ammirato lo sguardo sulla costa ligure prendiamo il sentiero 185 che sale lungo una staccionata immerso in un bosco misto di faggi e abete.
Poco dopo passiamo sotto un arco naturale roccioso e lungo il cammino troviamo prima una grotta sulla dx poi una formazione singolare rocciosa che ricorda un cane.
Dopo circa 30 minuti di cammino,1,500 km di sentiero,in un'abetaia lasciamo il sentiero 185 che percorreremo al ritorno dal Rifugio Carrara e prendiamo sulla sx il sentiero 40.
Sentiero che procedera' all'interno di una fitta faggeta ma che in alcuni punti apre qualche finestra sulla costa e Appennino Ligure:sentiero sempre ben visibile e privo di difficolta'.Giunti su una selletta,si scende fino ad incontrare sulla nostra dx i resti di un'antica miniera di manganese;da qui riprendiamo a salire e questo tratto e' un po' impervio per il sentiero stretto e leggermente esposto ma che per la presenza del cavo e' sicuro .
Punto panoramico e i fotografi si scatenano tipo giapponesi...la Gisella guarda e non favella
I veri montanari si riconoscono..altro che foto..rimane tutto nella cervella...ma Anna non perdona e fotoclic fotoclic
Ruderi di una miniera di manganese poco prima di Foce a Pozzi
Neve neve e la Gise impazza....
Primula odorosa
Siamo al bivio di Cardeto:ahime...cerca cerca ma quello zaino non ha viveri...ma i montanari non si lasciano andare...svengono solo...
Bivio:il sentiero 40 va verso Cardeto mentre noi proseguiamo sul 171 verso Foce a Pozzi

Giunti nei pressi di una capanna diroccata troviamo il bivio con il sentiero 174:lasciamo il 40 diretto a Cardeto e proseguiamo per un breve tratto tratto sul 174.
Dalla macchina a qui abbiamo percorso 4,38 km in 1 ora e 15 minuti e siamo a quota 1162mt.
Proseguiamo il cammino in costante ascesa e dopo 10 minuti siamo in localita Foce ai Pozzi dove lasciamo il sentiero 174 e prendiamo il sentiero 183 con indicazioni Rifugio Carrara-0,50 minuti.
Se facciamo pochi passi sulla sx ci troviamo su un pianoro spettacolare:un balcone sul Sagro,Cresta di Nattapiana e Pizzo di Uccello adagiata sul versante di Vinca e le vette del Pisanino e Grondilice.
Il sentiero 183 sale dolcemente su spettacolari prati misti a faggeta e giunti sulla sella del Monte Ballerino,iniziamo a scendere lungo un maestoso bosco di faggi e in breve arriviamo al Rifugio Carrara.
Dalla Gabellaccia a qui abbiamo percorso 7,700 km in in 2 ore con 47 minuti di soste e un didlivello di 410 mt.
Da Foce a Pozzi ecco il panorama ...il Monte Sagro e il suo crinale
E qui il gruppo ha rischiato di mettere radici:fatale l'incontro con un diversamente giovane CAI che ha esordito con la celeberrima frase"Per essere breve"....ciao ciao e' partito dalla guerra di Caporetto...
Ares con la sua mamma Amanda e sullo sfondo il Sagro

Ecco la cresta di Nattapiana che da apripista al massiccio del Pizzo d'Uccello
Lei e' la testimonianza che l'animo non lo fa la carta d'identita'...
Mammaaaaa..aspettaaa..sta passando la Carla..mi nascondoooo
Il gruppo prosegue con Amanda apripista sul sentiero 183 che abbiamo preso a Foce a Pozzi per arrivare al Rifugio Carrara.
Nell'immagine sotto vediamo Donato e Gisella all'arrivo al Rifugio Carrara..siamo a quota 1300,lasciamo il sentiero 183 e prendiamo il 173 diretto a Foce di Pianza sotto il Sagro.

Terminata la sosta,proseguiamo il cammino lungo lo stradello in salita che costeggia prima una fontana,poi la chiesetta e arriviamo sugli immensi pratoni di Campocecina seguendo il sentiero 173 diretto a Foce di Pianza.
Il cammino prosegue sullo stradello nel mezzo dei pratoni e passiamo i ruderi della Vaccheria sulla dx,capanna costruita subito dopo la prima guerra mondiale per la lavorazione del latte:infatti qui venivano portate le mucche per essere munte.
Dopo i ruderi,il sentiero rientra nel bosco e troviamo quasi subito sulla dx un cartella di legno che indica la deviazione per il Borla:dal rifugio il bivio e' a 1km.
La salita alla cima e' regolare e dopo la curva su un intaglio roccioso saliamo sulla cresta:siamo nei pressi di Casa Martignoni,la cima del Borla ci aspetta da li a breve ma lo spettacolo e' veramente incredibile sulle sottostanti cave,sul mare e sul gruppo del Sagro:eccoci dopo 2 ore e 36 minuti siamo sulla cima e le immagini parleranno come sempre da sole.
Per ritornare a Campocecina invece di percorrere il sentiero dell'andata,andiamo sulla sx lungo il sentiero che costeggia sul lato del mare la cresta del Borla.
Immagine sopra...dal Carrara verso i Prati di Campocecina.

Bivio per il Borla:lo troviamo poco dopo che siamo rientrati nel bosco dai prati di Campocecina
Termina la salita:siamo sul crinale del Borla e ci affacciamo sulle cave di Colonnata e sul golfo ligure
Panorama sul versante sud del Borla
Dalla vetta verso il Sagro
Carosello di vette...Cresta di Nattapiana,Pizzo d'Uccello,Grondilice e Pisanino

Tutti al cospetto del Sagro



Dal Borla scendiamo sui prati di Campocecina dalla cui sella si puo' assistere ai lanci con il parapendio e da qui al Rifugio per la sosta caffe:dal Borla al Rifugio abbiamo percorso quasi 2 km in 30 minuti.
Dal Rifugio prendiamo il sentiero 185 diretto a Castelpoggio passando dalla Gabellaccia:il sentiero inizialmente scende al sottostante Rifugio Belvedre,passa la localita Acquasparta e costeggiando un camping iniziamo a scendere con superbe aperture sulla costa di Portovenere e le sue isole.
Dopo il faggio,entriamo in un abetaia e in breve arriviamo al bivio del 40 ripercorrendo cosi nell'ultimo tratto il sentiero dell'andata e dopo circa 4 km scarsi siamo di nuovo alla Gabellaccia dove nel caso giungessimo in odor di tramonto merita una sosta sulle panchine sottostanti lungo il sentiero 185/47,altrimenti vi consiglio di non riporre la macchina fotografica e fermarvi al casottino sottostante un paio di km sulla sx dove il panorama abbraccia mare e montagna.
E TORNARONO A RIVEDER LE STELLE...
A fianco:sul Borla.
L'immagine sottostante dimostra il fisico integro di Luciano che non scorda mai il suo passato di arrampicatore di pareti

.

Dal Borla scendiamo sul crinale sud sul mare
Siamo ormai in vista dei prati di Campocecina
Mammaaaaa......quanta sete
Dal Carrara scendiamo verso il ristorante Belvedere...ora siamo sul 185 che non lasceremo fino all'arrivo alla Gabellaccia
Si scende lungo un sentiero sempre ben segnato e privo di difficolta
Cavita naturale
Che squadra.....
E tornarono a rivedere le stelle...con la macchina della Gise..ma come si puo' invecchiare con questi spiriti folletti..


  

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