giovedì 16 giugno 2016

Anello Cascate del Dardagna

Camminare in compagnia di persone che trasmettono l'entusiasmo per cio' che vedono non ha prezzo, e da quando il Fato Web mi ha fatto incontrare Amanda, organizzare l'escursione e' ancor più gratificante...Comunque la nascita di questo gruppetto ha qualcosa di misterioso e affascinante e quello che più sorprende e' l'armonia tra di noi come se fosse una vita che ci conoscessimo..
Indubbiamente ogni tanto,più tanto che poco,si lamentano per le piccole bugie sui dislivelli...ma e' anche vero che a volte e' meglio una piccola bugia che un' amara verita'...altrimenti si metterebbero in ansia in anticipo...il vero viaggio e' quello di scoprire...
 Siamo alla partenza-Pian d'Ivo-Madonna dell'Acero
Sentiero 323-327
 Dopo 900 mt lasciamo il sentiero 323 e proseguiamo sul 327
 Dal bivio fino al crinale il sentiero avra' una pendenza accentuata ma tutto all'interno di una faggeta mista abete.
 Eccoci al crinale:abbiamo percorso 3 km in 60 minuti siamo a quota 1750 mt
Immagine sotto:Monte Cimone
Comunque mai come questo anno ho visto la portata del Dardagna così imponente quasi volesse far festa all'Amanda che mai era stata su queste zone...
I nostri Appennini troppo spesso sono ritenuti montagne di Serie B ma sono,come ribadisco ogni volta,uno scrigno di bellezze naturali in grado di suscitare ogni qualvolta emozioni diverse.Così l'ascesa alla Nuda del Corno su un prato di genzianelle dalle quali facevano capolino le timide foglioline del ranuncolo Alpestre,e' stato uno spettacolo superbo.I mirtilleti ancora dormienti a contrasto della dura e nuda roccia della parete Nord del Corno e quella sua Croce dominante su quella Valle di fronte dove il bastione del Monte Vigese si erge all'improvviso...proprio quell'improvvisa visione ricorda la tragedia dell'aereo caduto in volo e schiantatosi sopra una scuola facendo volare 12 anime innocenti.
 Appennino Tosco Emiliano-Cima Spigolino
Flora appenninica:genzianella 
 Mamma Amanda con i suoi bimbi Sophie e Ares
 Maria e la ridiviva Fabiola,misteriosamente scomparsa....
Da sx verso dx:dal Monte Gennaio verso il Corno attraverso il Passo del Cancellino 
...
Non solo l'ascesa riserva emozioni ma pure la discesa verso i Balzi dell'Ora,riserva emozioni...r occette colorate vistosamente dal doronico e qualche piccola Orchidea selvatica che tenta di catturare più calore possibile da quel sole che procede a rilento a riscaldare un terreno sorpreso da una stagione strana ....
Ma in ogni caso le emozioni non cambiano nemmeno con il tempo...
DETTAGLI TECNICI DEL PERCORSO
LUNGHEZZA=12 KM
DISLIVELLO=700 mt
TEMPO IMPIEGATO=4 ORE ESCLUSE SOSTE
SENTIERI PERCORSI=327-337-331
RIFORNIMENTO IDRICO=PIAN DI IVO (PARTENZA),RIFUGIO CAVONE,AREA SOSTA DARDAGNA
CONDIZIONI METEO=UNA BELLISSIMA GIORNATA DI SOLE
DESCRIZIONE SENTIERO
Lasciata l'auto a Pian di Ivo,1 km prima del Santuario Madonna dell'Acero,ci incamminiamo seguendo le indicazioni per Monte la Nuda, lungo lo stradello della forestale che ci porta in breve all'edificio del Parco dove possiamo approfittare di riempire le borracce.
 Siamo in cima:cartellonistica CAI-Modena
 Relax di Amanda
 Ecco la Croce del Corno-Punta Giorgina:da qui parte l sentiero dei Balzi dell'Ora
 Il crinale con dietro le prime cime delle Alpi Apuane
 Le boscose e alquanto affascinanti valli del Silla e Orsigna
 Pausa con sosta culinaria.
Immagine sottostante:Ares

Passata la sbarra,camminiamo in una fitta abetaia e dopo 900 mt sulla dx troviamo il bivio per la Nuda,lasciando sulla sx il sentiero che sale alla Sboccata dei Bagnadori.Ora la pendenza si fa piuttosto accentuata e poco dopo l'abete lascia spazio al faggio e man mano che ci avviciniamo al crinale si fa più prostrati e l'abete fa da padrone.
Dopo 3 km in 50 minuti di cammino,escluse come sempre le soste,giungiamo ai piedi della Nuda...e' proprio spoglia la montagna,gli ultimi faggi prostrati sono a fianco come fossero sentinelle.
Ma salendo l'occhio coglie l'essenza del prato...un prato variegato dove la timida genziana mostra la sua corolla e il petalo delicato dell'anemone si spiega al limpido cielo mentre la roccia e' ornata dal silene.Tutto questo mentre guadagniamo la cima dove il cuore sobbalza....io personalmente non era la prima volta che conquistassi la vetta,eppure ogni volta l'emozione e' forte,diversa dalla volta precedente...
Dalla Nuda cima abbiamo netta la visione della bellezza e della vastita' del nostro Appennino:di fronte la Croce del Corno e tutto il crinale che vola verso il Cimone.
Alla nostra sx la Valle dell'Orsigna assai boscosa e con le pareti strapiombanti del Monte Gennaio e il suo crinale verso la Lima;alle spalle Montovolo e Monte Vigese che custodiscono gelosamente i borghi di pietra mentre sulla nostra dx i Monti della Riva che fanno da sentinella alle Cascate del Dardagna..
 La sorella di Ares:Sophie
 Ohimeneeeee....Maria dolorante???No...solo un po' ingannata dal dislivello
Si riparte con direzione Passo del Vallone 
 Sentiero verso il Passo...notevolmente panoramico,bem segnato e privo di difficolta'

.
Provano a mostrarsi le vette delle Apuane ma fanno fatica perche' immenso e' l'Appennino.
Da Pian di Ivo a qui abbiamo percorso 3.93 km in 75 minuti e un dislivello di 700 mt...qui termina l'ascesa..ci aspettano solo un paio di saliscendi al Dardagna.Ora il cammino e' ancor più spettacolare...un crinale sospeso tra il Silla e il Dardagna con ormai sempre più evidenti Balzi dell'Ora:via di acceso di rocce esposte per Punta Giorgina-Croce del Corno.Dopo nemmeno 2 km arriviamo al Passo del Vallone (5,38 km in 100 minuti,escluse soste).
Lasciamo di fronte il sentiero per i Balzine andiamo a dx dove ritroviamo la vegetazione arbustiva,in breve siamo alla base del circo glaciale del Corno e lasciata sulla sx la deviazione per il crinale del Corno,proseguiamo il cammino in discesa e attraversiamo con l'aiuto di Ponticelli diverse volte il torrente.
 Maria
 Siamo ormai in vista del Passo:a diritto il sentiero EE per i Balzi dell'Ora,noi scendiamo a dx sul 337 verso il Cavone.
Dalla partenza abbiamo percorso 5,400 km in 100 minuti escluse le soste
 Ares controlla....
 Lungo la discesa
 Superbo sentiero


Entriamo quindi nuovamente in faggeta su mulattiera e in breve siamo al laghetto del CAVONE con relativo Rifugio.
Dalla partenza a qui abbiamo percorso 7,200 km in 120 minuti e quasi 2 ore di soste...
Attraversiamo la strada e procedendo in salita,troviamo subito sulla nostra dx il sentiero per le Cascate:procediamo all'interno di una faggeta dall'ampio respiro e dopo 1 km giungiamo al bivio delle Cascate:bivio preannunciato dal fragore delle acque la cui portata quest' anno e' spettacolare..Il sentiero e' tutto messo in sicurezza con staccionata e gradoni che rendono il cammino più sicuro...Non mi dilungo sulla descrizione del tratto delle Cascate....saranno le immagini che parleranno....
Giunti alla base delle Cascate dove troviamo un'area allestita per picnic,proseguiamo il cammino sempre sul 333 lasciando poco dopo il bivio per Poggiolforato.
Siamo nella conca glaciale del Corno:un panorama mozzafiato 
 Amanda e Fabiola al bivio per il crinale del Corno,noi proseguiamo in discesa 
 Siamo al Cavone:presenza di un buon Rifugio.
Abbiamo percorso 7,200 km in 2 ore
 Dopo aver attraversato la strada riprendiamo il sentiero sulla dx
Dopo circa 1 km lasciamo il sentiero 337 e proseguiamo sul 331 lungo le fantastiche Cascate del Dardagna 

Il sentiero ora e' su stradello e dopo aver attraversato un ruscello prende a salire in maniera dolce in una fitta abetaia preludio del Santuario della Madonna dell'Acero.Qui termina il sentiero e per ritornare alle macchine si procede su asfalto per circa un km.Al termine dell'escursione abbiamo percorso 12 km in 4 ore sempre escluse le soste.
Sentiero sempre ben segnato ed evidente e privo di difficolta':questo sentiero e' facilmente percorribile con le ciaspole e l'ho descritto in un precedente post.
 Ed eccoci alle Cascate con i suoi salti tutti facilmente raggiungibili:le immagini successive non hanno bisogno di essere commentate...parlano da sole...







Ultimo salto con relativa area di sosta e picnic

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