domenica 12 novembre 2017

ANELLO DEI LAGONI-TABURRI DI FELLICAROLO

Immense vallate incontaminate dal turismo di massa e dagli impianti,una conca glaciale che abbraccia un crinale che separa due regioni.La conca dei Taburri rappresenta tutto questo e idealmente abbraccia il tratto Tauffi-Monte Cimone con numerosi sentieri immersi dapprima in fitte faggeta per poi aprirsi su crinali secondari dai mirtilleti che accompagnano il cammino fin sotto le vette.

Il momento migliore secondo me e' l'autunno quando la fantasia accende l'animo esaltato dai mille colori di una tavolozza che solo Madre Natura sa miscelare e la Valle dei Ghiacci e' uno spettacolo unico che lascia un segno indelebile nell'animo.
TORRENTE DOCCIONE E SEGNAVIA CAI MODENA 
 GUADO FACILITATO IN CASO DI PIENA DALLA PASSARELLA
SENTIERO 435 E SULLA SX BIVIO 433 DAL QUALE SCENDEREMO 
 TORRENTE DOCCIONE
 SERRALTA E BIVACCO GRAN MOGOL:LASCIAMO IL 435 E ANDIAMO A DIRITTO SUL 445

Da una faggeta fitta attraversata dal Torrente Doccione il cui fragore inonda la valle,si passa ad un prato di mirtilleti per poi improvvisamente esplodere in questa conca dove cala il silenzio e i colori ti rapiscono lo sguardo e culmina sull'immensa mole del Cimone per digradare poi verso l'improvvisa roccia dei Lagoni e della sua buca della neve e quell'esile cresta che giunge sulla pagina piu esposta del Libro Aperto.
E tu su quella cresta ti senti come il funambolo sospeso in un sogno dove pianura,collina e montagna si fondono in un'unica visione.
Ecco questi sono i TABURRI e le sue valli di accesso al crinale Monte Cimone-Cima Tauffi.
 VECCHI SEGNAVIA MA RESISTENTI NEL TEMPO
 PRATERIE SOMMITALI
 DONNA GIANNA RIPRENDE IL CAMMINO
 SI ENTRA NUOVAMENTE IN FAGGETA
 APERTURA SUL MONTE LA PIAZZA
 PARETE DEL MONTE CIMONE
COLORI DELLA FAGGETA 

Il sentiero della Valle dei Ghiacci non e' segnato ma uscendo dal sentiero del Pizzo delle Stecche si manifesta e ognuno di noi si inventa un tracciato privo di pericoli che esaltano ancora di piu:sembra di danzare liberi come farfalle e ovunque il piede si posi non ci sono difficolta':sali libero e man mano ti scordi della fatica talmente e' superbo il paesaggio.
DESCRIZIONE TECNICA DEL PERCORSO
LUNGHEZZA=13 KM
DISLIVELLO=900 MT
TEMPI DI PERCORRENZA=4 ORE ESCLUSE SOSTE
SENTIERI PERCORSI=435-445 fino al Pizzo delle Stecche e poi fuori sentiero ma ben evidente verso il crinale-449(00-DIREZIONE LIBRO APERTO )-433
GRADO DI DIFFICOLTA'=EE per dislivello.
A Serralta il piccolo rifugio non viene indicato come numerosi testi riportano GRAN MOGOL:Qui lasciamo il 435 e andiamo in salita lungo la carrareccia presenza di paletti di legno riportanti Libro Aperto.
 LUCIA
LUCIANO :NON DEL TUTTO PROMOSSO...
 ALESSANDRO:COLUI CHE COMPIE IMPRESE MA CHE OGGI HA FALLATO CLAMOROSAMENTE:HA VISTO UN PALEO SCIVOLOSO...NON PIOVE DA MESI..FORSE NON VOLEVA SALIRE ANCORA..MAH MAH
 PANORAMI SUL CRINALE DEL LIBRO APERTO
LASCIAMO IL SENTIERO E INIZIAMO A SALIRE SEGUENDO OGNUNO LA PROPRIA TRACCIA:SIAMO SOTTO LA CRESTA DEI LAGONI SULLA CONCA DEI GHIACCI 
 UNA SOSTA PER IMMORTALARE
LA GIANNA AL BIVIO NON SI E' PRONUNCIATA SULLA SCELTA..
 PANORAMI
 IL CIMONE E LA VALLE DEI GHIACCI

DESCRIZIONE DEL PERCORSO
Lasciata l'auto al posteggio del Rifugio Taburri con possibilita di rifornimento di acqua ci incamminiamo lungo la carrareccia e poco dopo attraversiamo il Torrente Doccione che alimenta le relative cascate e continuiamo il nostro cammino lungo lo stradello ignorando sulla sx il sentiero 433 dal quale scenderemo.Il cammino prosegue sempre lungo la sterrata che poco dopo si addentra nella fitta faggeta andando ad attraversare su ponticello il torrente.
Dopo 2,500 km giungiamo a Serralta-Bivacco Gran Mogol dove lasciamo il sentiero 435 per seguire a diritto in salita il 445 costeggiando un abetaia.Lungo il cammino troviamo come gia' detto vecchi cartelli di legno con direzione Libro Aperto ma il cammino prosegue in comune con il 445.Il sentiero si inoltra nuovamente nella fitta faggeta con una moderata pendenza e dopo circa settantacinque minuti giungiamo in una prima conca che precede l'ascesa al Pizzo delle Stecche.E' un cammino tra esemplari di faggi e alte piante di lamponi e guadiamo dei ruscelletti.
 PANORAMI SUPERBI LUNGO IL CRINALE SECONDARIO DEI GHIACCI
TRATTI ALTERNATI TRA ROCCIA E MIRTILLETI 

LO SGUARDO VERSO LO SPIGOLINO-SCAFFAIOLO-CORNO-NUDA DEL CORNO 
 NO COMMENT..VERO LUCIA
 ULTIMI TRATTI

Il sentiero poi prende a salire in forte ascesa e man mano il panorama si ampre sulla Valle dei Ghiacchi e a quota 1675 su una selletta sulla sx troviamo la deviazione per il Pizzo delle Stecche:e' una breve deviazione ma che merita in quanto il colpo d'occhio sulle conche e' veramente spettacolare e la Valle dei Ghiacci si apre in tutta la sua maestosita'.
Tornati alla selletta,lasciamo il sentiero per iniziare l'ascesa libera verso il crinale che si mostra su tutti i fianchi:sta a noi decidere dove incamminarci e cosa fare;solo le foto saranno in grado di valorizzare l'ambiente.Dai Taburri a qui abbiamo percorso 6 km in 90 minuti con un dislivello di 500 mt e privo di difficolta'.
 SI PROSEGUE SULLA CRESTA DEI LAGONI
 CRINALE PRIVO DI DIFFICOLTA' E SUPERLATIVAMENTE PANORAMICO
 IL LIBRO APERTO E LE SUE PARETI
 PASSAGGI SU ROCCETTE
 LA VALLE DELL'ABETONE
 SIAMO IN VISTA DEL BIVIO

Sul crinale dei LAGONI ci giungiamo dopo circa 40 minuti con tratti di notevole pendenza ma come sempre ampiamente ripagati dai panorami.
Giunti sul crinale proseguiamo il cammino in direzione del Libro Aperto e dopo circa 1 km di un cammino sospeso tra Emilia e Toscana giungiamo al bivio del Libro Aperto:avendo gia percorso piu di una volta il tratto,decidiamo di scendere sulla sx lungo il sentiero 435 gia' ampiamente descritto in un precedente post sempre dedicato ai Taburri:dalla partenza a qui abbiamo percorso 8,64 km in 2 ore e 40 minuti escluse soste con un dislivello di 800 mt.
SENTIERO 433 
DALL'ALTO E' POSSIBILE SPAZIARE SU QUELLO CHE SARA' IL NOSTRO PERCORSO 
 SI SCENDE CON MODERATA PENDENZA

 ANCHE LA REGINA HA BISOGNO DEL VICINO...
 LE VALLI DELLA CRESTA DEL CERVINARA
 CRINALE PELATO DEI SASSI BIANCHI
 SI RIMETTONO IN FORZA..GLI EROI SONO UN PO' STRAVOLTI ECCETTO LA LUISELLA CHE HA MOSTRATO UNA PERFORMANCE NOTEVOLE

Una discesa spettacolare su una cresta secondaria sotto l'austera mole del Libro Aperto:in questo tratto bisogna prestare attenzione dal momento che in alcuni tratti la roccia puo essere scivolosa ma non presenta mai punti pericolosi.La discesa viene interrotta al bivio del sentiero 431 per risalire poi sulla pelata cresta dei Sassi Bianchi:e' l'ultima salita dell'escursione.Poco dopo il sentiero rientra nella faggeta e in breve ci ricongiungiamo sul 445 percorso all'andata e da qui ai Taburri il cammino e' breve.