Visualizzazione post con etichetta CRESTA DI NATTAPIANA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta CRESTA DI NATTAPIANA. Mostra tutti i post

giovedì 5 maggio 2016

ANELLO MONTE SAGRO

Ebbene anche per questa escursione e' confermata la teoria che la sindrome di Sthendal serpeggia tra i componenti del gruppo che non contenti di essere torturati coinvolgono altre persone...infatti a questa ascesa si e' presentata una nuova trekkinghista di Pisa e oramai siamo un gruppo multietnico.

Unica nota dolente la beffarda nebbia che praticamente nell'ultimo tratto e alla Croce ha tolto visibilta' ad uno degli scenari piu' belli che si possano godere da questa cima:praticamente un balcone sulla catena settentrionale delle Apuane,dal Pizzo d'Uccello al Pisanino-Tambura-CavGallo-Contrario che si contrappone alla Ecosta tirrenica e alle cave
 ALLA PARTENZA
 Luisella e la Carla:la prima ancora sorridente....ma ad un certo punto alcune immagini scattatate da Amanda mostreranno una Luisella inclinata ancor di piu della celeberrima Torre di Pisa per poi affiancarsi alla sottoscritta e.....
 Partirono estivi e fiduciosi...ecco Alessandro sul sentiero 172 alle spalle l'Appennino Parmense
 Ecco Maria che per fortuna ancora ha fiducia in me nonostante mi dica sempre che non sia molto attendibile sui dislivelli...
 Grande Carla e Amanda...alle spalle la sagoma del Monte Borla
.
Cave che esercitano per assurdita' un certo interesse paesaggistico dal punto di vista fotografico nonostante siano un pericolo incombente per l'integrita della catena delle Apuane.L'ascensione al Sagro non presenta alcuna difficolta' tecnica se non l'accentuata pendenza del tratto che lasciato il sentiero ufficiale sale con i segnavia blu alla vetta.
Qui ho rischiato di veder decimato il gruppo e sopratutto di essere bannata dalla bacheca della Vincenza la quale sostiene che per arrivare in vetta bisogna essere caprette e di esperienza,mentre la mitica Luisella molto educatamente ha mantenuto un rigoroso silenzio stampa.
Ma per fortuna l'arrivo alla vetta e la relativa sosta mangereccia con tanto di foto di classe ha riappacificato gli animi anche se la Vincenza si sia rifilata tra la nebbia lontana dal gruppo.
Gruppo che era partito con uno splendido sole e quindi con relativo abbigliamento estivo ed e' arrivato alla vetta avvolto dalla nebbia ma sospinto da un forte vento di libeccio che ha messo a dura prova le gambe di alcuni di noi e sopratutto le mani....e qui la Carla ha dato il massimo di se stessa infilandosi i fuso' sulle braccia...
 Abbiamo lasciato il sentiero 172 e proseguiamo sulla sx lungo il 173
Ecco Vincenza in una rarissima immagine 
 Iniziamo la salita che in poco meno di un'ora e mezzo ci portera' alla Croce
Ecco il pino:qui lasciamo i segnavia b\r e seguiamo quelli blu diretti alla Vetta:pendenze accentuate ma privo di pericolo 
 Lungo il sentiero

Durante la discesa abbiamo pure vissuto un attimo di dramma dal momento che il mitico Ares sfuggito alla dittatura della Carla,si era allontanato e nell'essere richiamato ha risposto con un guaito....
Qui pero' a causa di una mal interpretazione di parole tra me e la Maria,e' scoppiato il dramma...infatti Maria aveva capito la parola morto e l'Amanda,mamma di Ares ,e' andata in ciampanella...e con il prode Luciano si sono letteralmente fiondati giu' per il canalone e poco dopo il guaglione e' stato riportato a monte...non sapremo mai pero' se Ares avesse preferito rimanere a valle oppure subire il sermone della Carla....
DESCRIZIONE TECNICA
LUNGHEZZA=7 KM:3 km in salita e 4 km in discesa in 3 ore e 10 minuti
DISLIVELLO=570 MT
SENTIERI PERCORSI=172-173-SEGNI BLU-173
RIFORNIMENTO IDRICO=ALCUNO
CONDIZIONI METEO=SERENO E POI NEBBIA
DESCRIZIONE DEL SENTIERO
Da Carrara seguiamo le indicazioni stradali per Campocecina dove una volta arrivati proseguiamo lungo la strada sterrata che in 2 km ci porta al piazzale delle cave in prossimita' di Foce di Pianza.
Il massiccio del Sagro si mostra in tutta la sua maestosita' e imbocchiamo il sentiero 172-173 che inizialmente corrono insieme lungo un sentiero di roccette molto panoramico sulle cave di Campocecina.
Poco dopo arriviamo alla confluenza del bivio e lasciamo sulla dx il sentiero 172 diretto alla Foce di Luccica(che percorreremo al ritorno) e andiamo a sx sul 173 che si snoda nel primo tratto su placche lievemente in discesa che non presentano pero' alcuna difficolta'.
Conviene volgere lo sguardo sull'impressionante panorama delle cave con i tagli secolari e gli stradelli che si arrampicano vorticosamente verso le cime e quel mare che esalta inconsapevolmente quello scenario.
Attraversato il fosso iniziamo a salire lungo un crinale con lo sguardo rivolto verso la Foce di Vinca e quando arriviamo in vicinanza di un pino,lasciamo il sentiero che va verso sx e seguiamo i non sempre visibili segnavia blu diretti alla cima del Sagro.

 Una delle poche immagini che colgono un crinale ancora libero dalle nebbie:difronte il vallone che percorreremo al ritorno
 Ed ecco la Cresta di Nattapiana 
 Luciano e Amanda 
 Carla che da fedele gregario fa da battisentiero alla Luisella.
Notare l'abbigliamento estivo della Carla nonostante l'impetueo libeccio che sferzava...

Il sentiero inizia a salire decisamente ma non presenta alcuna difficolta' e la fatica viene ampiamente ripagata quando la cresta di Nattapiana incomincia a manifestarsi:siamo ormai in vista della Croce.
Poco prima di affrontare l'ultimo strappo,vediamo sulla dx i segnavi blu che vanno alla Foce di Faggiola che percorreremo in discesa tornando dalla Croce.
Dopo circa 1 ora e 20 minuti arriviamo in cima alla Croce:purtroppo la nebbia ha impedito la maestosa visione su tutta la catena settentrionale:comunque quella croce che si staglia sul mar di nebbia e' stato uno spettacolo singolare perche' il vento ogni tanto apriva un varco su quel cielo incredibilmente blu..Effettuata la sosta torniamo sui nostri passi e al bivio con i segnavia blu incominciamo il cammino verso la Foce di Faggiola lungo un pianoro erboso che costeggia sulla sx il crinale del Sagro
Ci siamo....alla vetta manca poco poco ma la nebbia ormai incombe 
 Grande Carla....notare sulle braccia la calzamaglia che di solito copre le gambe....ma dalla Carla....
 Rosa dei venti sulla cima...chiudete gli occhi e provate ad immaginare una vetta sospesa tra mare e crinali...a voi la fantasia--
 Il gruppo...notare che con noi c'e anche Stefano Tucci(sulla dx in piedi)
 Amanda e il suo guaglione

In breve giungiamo alla Foce di Faggiola(1464 mt) valico posto alle pendici del crinale SO del M.te Spallone:causa nebbia le mie compagne non hanno potuto godere dello spettacolo sul borgo di Colonnata e delle cave che da tre lati cingono l'abitato.
Qui ritroviamo i segnavia b/r 172 e lungo il sentiero di roccia boschetti di faggio ingentiliscono un paesaggio duro e dopo circa 1 ora si giunge alle macchine.
Dalla vetta torniamo al bivio dei segnavia blu e andiamo sulla sx e iniziamo la discesa che in nemmeno 2 ore ci riportera' alle auto 
 Lungo il sentiero di discesa
 Amanda coglie l'attimo favorevole per scattare qualche foto
 Siamo alla Foce di Faggiola riprendiamo i segnavia b\r 172

In questo punto il guaglione ha pensato bene di scendere nel vallone e creare un attimo di panico 
 Guaglione recuperato....
 Non avevamo perso solo Ares ma pure la Vincenza che dalle nebbie e'riemersa pacifica..accanto a lei Maria...speriamo che abbia messo una parola buona per me...
 Visibilta' ridotta a zero...
RIFUGIO CARRARA 

mercoledì 20 aprile 2016

ANELLO MONTE BORLA-ALPI APUANE

Incredibile ma vero..sono tornati tutti anche a questa gita anzi diro ' di piu'..viaggiamo a quote partecipanti inimmaginabili fino a poco tempo fa..non solo, il partecipante alla gita precedente porta nuovi adepti..vuoi vedere che alla fine Maria Fontanelli dovra' ammettere che a mio modo mi rende utile nel sociale????Vuoi vedere che non potro' piu' di tanto mentire sulla qualita' della gita....vuoi vedere che .....non saprei  ....ma insomma sono veramente soddisfatta perche' camminare in compagnia piacevole e' una gran bella cosa...E poi vuoi mettere camminare in compagnia del guaglione quadrupede Ares che appena sente la voce di Donna Carla si mette sugli attenti,vuoi mettere la gioia che ti da' quel volto sempre sorridente di Luciano e la sicurezza della sua mano che ti aiuta in un punto un po' critico.....speriamo che questo momento magico duri....
DA SX IN ALTO:DOROTA,AMANDA,GIANNA,LUCIANO,
IN BASSO DA SX:ALESSANDRO,LUISELLA,GISELLA,CARLA,ANNA

Escursione tranquilla con una meta' relativamente alta ma ancora una volta dagli scenari superbi con lo sfondo di una cresta di Nattapiana e il Pizzo di Uccello:siamo sempre in Apuane ma questa volta sul versante settentrionale quello dal sapore ancor piu' dolomitico dove i prati fanno da sfondo alle grandi pareti,quelle pareti che fanno sognare i grandi rocciatori e rendono eroi per un giorno i mortali che riescono a salire alla cima.
Certo le emozioni che ha provato Luciano nel salire certo pareti arrampicandosi non saranno le stesse che ha provato oggi nell'arrivare in cima al Borla ma da grande appassionato della montagna apprezza anche questo tipo di escursione.
L'ascesa al Monte Borla e' priva di qualsiasi difficolta',i segnavia sono sempre ben evidenti come i bivii e sopratutto la presenza del Rifugio Carrara lungo il cammino e' una sicurezza.

 Che donne che gambe...
Immagine sotto:Donato con una Gise stranamente seria....

Escursione che secondo me deve essere effettuata durante la stagione primaverile per godere delle lunghe giornate e quindi poter sostare prima sulla cima del Borla,poi sorseggiare un buon caffe al Rifugio Carrara e godersi il tramonto sulla costa ligure alla Gabellaccia dove termina il giro.
Siamo alla Gabellaccia e qui come si vede parte il sentiero
Flora apuane
Grotta naturale che troviamo quasi subito la partenza
Qui la fantasia di ciascuno di noi e' libera di viaggiare...chi vi ricorda?La Gisella dice un cane...tutti noi abbiamo concordato...e Voi
Eccoci al primo bivio della giornata..lasciamo il 185 e ci incamminiamo sul 40:dalla macchina abbiamo percorso 1,500 km in nemmeno 30 minuti

DESCRIZIONE TECNICA DEL PERCORSO
LUNGHEZZA=KM 15
DISLIVELLO=570 MT
TEMPO IMPIEGATO=4 ORE A CUI SI DEVONO AGGIUNGERE LE SOSTE..NEL NOSTRO CASO 3 ORE
SENTIERI PERCORSI=185-40-174-183-173-SENTIERO NON NUMERATO(MONTE BORLA)-185
CONDIZIONI METEO=SERENO
RIFORNIMENTO IDRICO=RIFUGIO CARRARA
DESCRIZIONE DEL PERCORSO 
Raggiunta la localita Gabellaccia lungo la strada che sale a Campocecina da Carrara,posteggiamo l'auto e ammirato lo sguardo sulla costa ligure prendiamo il sentiero 185 che sale lungo una staccionata immerso in un bosco misto di faggi e abete.
Poco dopo passiamo sotto un arco naturale roccioso e lungo il cammino troviamo prima una grotta sulla dx poi una formazione singolare rocciosa che ricorda un cane.
Dopo circa 30 minuti di cammino,1,500 km di sentiero,in un'abetaia lasciamo il sentiero 185 che percorreremo al ritorno dal Rifugio Carrara e prendiamo sulla sx il sentiero 40.
Sentiero che procedera' all'interno di una fitta faggeta ma che in alcuni punti apre qualche finestra sulla costa e Appennino Ligure:sentiero sempre ben visibile e privo di difficolta'.Giunti su una selletta,si scende fino ad incontrare sulla nostra dx i resti di un'antica miniera di manganese;da qui riprendiamo a salire e questo tratto e' un po' impervio per il sentiero stretto e leggermente esposto ma che per la presenza del cavo e' sicuro .
Punto panoramico e i fotografi si scatenano tipo giapponesi...la Gisella guarda e non favella
I veri montanari si riconoscono..altro che foto..rimane tutto nella cervella...ma Anna non perdona e fotoclic fotoclic
Ruderi di una miniera di manganese poco prima di Foce a Pozzi
Neve neve e la Gise impazza....
Primula odorosa
Siamo al bivio di Cardeto:ahime...cerca cerca ma quello zaino non ha viveri...ma i montanari non si lasciano andare...svengono solo...
Bivio:il sentiero 40 va verso Cardeto mentre noi proseguiamo sul 171 verso Foce a Pozzi

Giunti nei pressi di una capanna diroccata troviamo il bivio con il sentiero 174:lasciamo il 40 diretto a Cardeto e proseguiamo per un breve tratto tratto sul 174.
Dalla macchina a qui abbiamo percorso 4,38 km in 1 ora e 15 minuti e siamo a quota 1162mt.
Proseguiamo il cammino in costante ascesa e dopo 10 minuti siamo in localita Foce ai Pozzi dove lasciamo il sentiero 174 e prendiamo il sentiero 183 con indicazioni Rifugio Carrara-0,50 minuti.
Se facciamo pochi passi sulla sx ci troviamo su un pianoro spettacolare:un balcone sul Sagro,Cresta di Nattapiana e Pizzo di Uccello adagiata sul versante di Vinca e le vette del Pisanino e Grondilice.
Il sentiero 183 sale dolcemente su spettacolari prati misti a faggeta e giunti sulla sella del Monte Ballerino,iniziamo a scendere lungo un maestoso bosco di faggi e in breve arriviamo al Rifugio Carrara.
Dalla Gabellaccia a qui abbiamo percorso 7,700 km in in 2 ore con 47 minuti di soste e un didlivello di 410 mt.
Da Foce a Pozzi ecco il panorama ...il Monte Sagro e il suo crinale
E qui il gruppo ha rischiato di mettere radici:fatale l'incontro con un diversamente giovane CAI che ha esordito con la celeberrima frase"Per essere breve"....ciao ciao e' partito dalla guerra di Caporetto...
Ares con la sua mamma Amanda e sullo sfondo il Sagro

Ecco la cresta di Nattapiana che da apripista al massiccio del Pizzo d'Uccello
Lei e' la testimonianza che l'animo non lo fa la carta d'identita'...
Mammaaaaa..aspettaaa..sta passando la Carla..mi nascondoooo
Il gruppo prosegue con Amanda apripista sul sentiero 183 che abbiamo preso a Foce a Pozzi per arrivare al Rifugio Carrara.
Nell'immagine sotto vediamo Donato e Gisella all'arrivo al Rifugio Carrara..siamo a quota 1300,lasciamo il sentiero 183 e prendiamo il 173 diretto a Foce di Pianza sotto il Sagro.

Terminata la sosta,proseguiamo il cammino lungo lo stradello in salita che costeggia prima una fontana,poi la chiesetta e arriviamo sugli immensi pratoni di Campocecina seguendo il sentiero 173 diretto a Foce di Pianza.
Il cammino prosegue sullo stradello nel mezzo dei pratoni e passiamo i ruderi della Vaccheria sulla dx,capanna costruita subito dopo la prima guerra mondiale per la lavorazione del latte:infatti qui venivano portate le mucche per essere munte.
Dopo i ruderi,il sentiero rientra nel bosco e troviamo quasi subito sulla dx un cartella di legno che indica la deviazione per il Borla:dal rifugio il bivio e' a 1km.
La salita alla cima e' regolare e dopo la curva su un intaglio roccioso saliamo sulla cresta:siamo nei pressi di Casa Martignoni,la cima del Borla ci aspetta da li a breve ma lo spettacolo e' veramente incredibile sulle sottostanti cave,sul mare e sul gruppo del Sagro:eccoci dopo 2 ore e 36 minuti siamo sulla cima e le immagini parleranno come sempre da sole.
Per ritornare a Campocecina invece di percorrere il sentiero dell'andata,andiamo sulla sx lungo il sentiero che costeggia sul lato del mare la cresta del Borla.
Immagine sopra...dal Carrara verso i Prati di Campocecina.

Bivio per il Borla:lo troviamo poco dopo che siamo rientrati nel bosco dai prati di Campocecina
Termina la salita:siamo sul crinale del Borla e ci affacciamo sulle cave di Colonnata e sul golfo ligure
Panorama sul versante sud del Borla
Dalla vetta verso il Sagro
Carosello di vette...Cresta di Nattapiana,Pizzo d'Uccello,Grondilice e Pisanino

Tutti al cospetto del Sagro



Dal Borla scendiamo sui prati di Campocecina dalla cui sella si puo' assistere ai lanci con il parapendio e da qui al Rifugio per la sosta caffe:dal Borla al Rifugio abbiamo percorso quasi 2 km in 30 minuti.
Dal Rifugio prendiamo il sentiero 185 diretto a Castelpoggio passando dalla Gabellaccia:il sentiero inizialmente scende al sottostante Rifugio Belvedre,passa la localita Acquasparta e costeggiando un camping iniziamo a scendere con superbe aperture sulla costa di Portovenere e le sue isole.
Dopo il faggio,entriamo in un abetaia e in breve arriviamo al bivio del 40 ripercorrendo cosi nell'ultimo tratto il sentiero dell'andata e dopo circa 4 km scarsi siamo di nuovo alla Gabellaccia dove nel caso giungessimo in odor di tramonto merita una sosta sulle panchine sottostanti lungo il sentiero 185/47,altrimenti vi consiglio di non riporre la macchina fotografica e fermarvi al casottino sottostante un paio di km sulla sx dove il panorama abbraccia mare e montagna.
E TORNARONO A RIVEDER LE STELLE...
A fianco:sul Borla.
L'immagine sottostante dimostra il fisico integro di Luciano che non scorda mai il suo passato di arrampicatore di pareti

.

Dal Borla scendiamo sul crinale sud sul mare
Siamo ormai in vista dei prati di Campocecina
Mammaaaaa......quanta sete
Dal Carrara scendiamo verso il ristorante Belvedere...ora siamo sul 185 che non lasceremo fino all'arrivo alla Gabellaccia
Si scende lungo un sentiero sempre ben segnato e privo di difficolta
Cavita naturale
Che squadra.....
E tornarono a rivedere le stelle...con la macchina della Gise..ma come si puo' invecchiare con questi spiriti folletti..


  

Anello Tre Cime di Monteferrato

SENTIERO 412 MONTE FERRATO SI SALE E LA GISI 2.0 BRONTOLA IL GIUSTO SUL SENTIERO 412 LE ROCCE DEL SENTIERO GISI 2.0 LE OLIVETE DI FIGLINE PR...