lunedì 15 febbraio 2016

Anello Monte Cantagrilli-Monti della Calvana

Dimostrato ancora una volta che non e' l'altezza di una montagna che fa il panorama ma quello che circonda la vetta:l'escursione di oggi pur non raggiungendo una vetta elevata ha avuto una panoramicita' a 360 gradi e sopratutto la scoperta di un altro angolo vicino a casa,la Valle del Rio Buti.
In un'altra occasione avevamo camminato lungo questo corso,ma non avevamo scoperto questo angolo formato da cascatelle e pozze di un acqua incredibilmente pulita.

Immagine sopra:il corso del Rio Buti,siamo sopra Canneto ormai le sue acque vanno verso il Bisenzio .
Immagine a fianco:Donna Gianna impegnata in un passaggio quasi tecnico
 Donna Gianna testimonial dell'innesto sentiero 40-Via Vecchia Valibona
Lasciamo il 40 e proseguiamo sulla dx sull'innesto del 28 
 Ed ecco i primi panorami:l'Appennino Tosco Emiliano.
L'immagine sotto invece il panorama da Casa Bastone

Rio Buti un corso che nasce a monte della Calvana e scende verso il Bisenzio in un corso di appena 5 km ma caratterizzato dalla formazione di grotte,forre e pozze:la grotta di Fonte Buia e' lungo il sentiero che si stacca dal 40 e va verso la Collina di San Leonardo.
Comunque il CAI di Prato ha segnato il sentiero 40A che da Ponte di Rio Buti risale il corso permettendo cosi' la scoperta di questo paradiso:a questo sentiero ben presto dedicheremo un trek pomeridiano con merenda alle Case di Valibona...
L'escursione e' lunga 16 km non presenta alcuna difficolta se non il dislivello:da 100 mt risaliamo fino alla Croce del Monte Cantagrilli alto 813 mt.


 Alessandro e dietro Donna Carla
 Casa Bastone che domina la Valle del Bisenzio.
 Foce a Cerri:quadrivio importante.
Noi lasciamo il 28 e ci incamminiamo sul 20
 Lungo il 20 che risale la Retaia,la cui croce e' nell'immagine sottostante


Il tratto che dalla Croce della Retaia risale il costone per poi percorrere il crinale della Calvana e' emozionantissimo:questa montagna,come dice il nome,e' priva di vegetazione se non qualche arbusto prostato dai venti che impetuosamente battono.Qui si scontrano i venti freddi del Nord e quelli provenienti dal Tirreno:questo crinale che si erge quasi all'improvviso dalla piana di Firenze-Prato dividendola in due.Nelle giornate piu limpide,come e' capitato a noi,si vedono le Apuane,il crinale dell'Appennino Tosco Emiliano da una parte e dall'altra la catena dell'Appennino del Falterona,il Pratomagno e l'Appennino Bolognese.
DESCRIZIONE PERCORSO
LUNGHEZZA=17,52 KM
DISLIVELLO=700 MT
TEMPI DI PERCORRENZA=4 ORE E 52 MINUTI,ESCLUSE LE SOSTE
SENTIERI PERCORSI=STRADELLO,42,SEGNAVIA ROSSO,40,RACCORDO SENTIERO 28,20,40,40 B,24,STRADELLO.
RIFORNIMENTO IDRICO=CASE BASTONE
CONDIZIONI METEO=SERENO CON UNA LIMPIDEZZA TIPICA DOPO UNA GIORNATA DI PIOGGE TORRENZIALI.
Sosta alla Croce della Retaia 
 Panorami sull'Appennino Romagnolo

Crinali innevati dell'Appennino Pratese-Monte Zucca 

Appennino Emiliano con la parete del Corno alle Scale e successivamente dopo la parete scoscesa dei Balzi dell'Ora,la salita alla Nuda del Corno 
 Le Apuane-Monte Altissimo

DESCRIZIONE DELL'ESCURSIONE.
Lasciare l'auto all'inizio di Gamberame,alla curva dove sulla dx c'e' uno stradello,mentre a sx la strada sale verso le case di San Leonardo.
Iniziamo a camminare lungo lo stradello che costeggia dall'alto la ciclabile che da Prato sale a Vaiano e poco dopo,circa 1 km arriviamo su uno spiazzo dove a sx troviamo il sentiero che sale a San Leonardo(scenderemo da qui),mentre noi scendiamo lungo il sentiero che si addentra in una cipresseta e arriviamo al Ponte di Rio Buti.
Qui troviamo le indicazioni del 40 A che risale il corso del fiume,le indicazioni per Canneto,mentre noi saliamo su una mulattiera con dei simboli rossi che seguono,come dice la Carla i pali della luce e dopo un percorso un po da capre ritroviamo i segnavia b/r e saliamo sulla sx seguendo la vecchia mulattiera.
Siamo sul sentiero 40 che ricalca la vecchia Via di Valibona e si affaccia sulla Collina di San Leonardo;lo percorriamo per un breve tratto fino a quando non troviamo un trivio.
Sul crinale della Calvana.3 km di una panoramicita' unica 
 Sentiero CAI
 Donna Carla non molla lo scettro...
 Arbusti prostrati dai venti che battono sul nudo crinale della Calvana
 Monte Cantagrilli-818 mt
Punto trigonmetrico.ovvero da qui e' possibile fare il punto della situazione 


Sulla sx il 40 b che percorreremo al ritorno,a diritto prosegue il 40 che sara' sempre sentiero del ritorno,mentre a dx la carrareccia .innesto per il 28 che risale le pendici della Calvana e dopo circa 1,500 km arriviamo a CASA BASTONE,che si affaccia sulla Valle del Bisenzio e sulla Collina di fronte del Curzio Malaparte.
Casa Bastone famosa,perche rappresenta l'ultimo ristoro dell'epica manifestazione Prato-Montepiano-Prato che in due giorni ripercorre le due valli separate dal Fiume Bisenzio unite geograficamnte dall'Alpe di Cavarzano.
Due giorni di cammino con quasi 2000 mt di dislivello e 90 km di sentieri:manifestazione entusiasmante a cui ho partecipato diverse volte.Organizzazione eccezionale seguita da una cerimonia in Comune dove dal primo all'ultimo arrivato si tributa onore...
Dopo il dovuto riposo seduti sui tavoli davanti ad un incredibile panorama,riprendiamo il cammino(fino a qui abbiamo percorso 5 km in 1,24 h con un dislivello di 370 mt).Poco dopo arriviamo al bivio del celeberrimo sentiero 20 che percorre tutta la cresta CALVANA-MONTE MAGGIORE-MONTECUCCOLI-VALICO DELLA CROCETTA,percorso del 2 giorno della manifestazione sopracitata.
Si inizia a salire come sospesi nel vuoto,i segnavia sono sempre ben evidenti e si zizzaga tra rocce e dopo circa 1 km si arriva alla Croce della Retaia(750 mt) con l'Appennino e Apuane che sembrano toccarsi.Dalla partenza a qui abbiamo percorso 6,68 km con 660 mt di dislivello in 1h e 54 minuti..
Invaso del Bilancino visto dalla Calvana 
 Panorami
 Scendendo dalla Calvana 

Crocicchio bivio per Valibona,Monte Maggiore o Monte Cignani 
 Sentiero 40

Ripreso il cammino,dalla croce scolliniamo e giungiamo in questo immenso pianoro che si sviluppa per lungo come volesse congiungersi alle cime di fronte.La Croce del Cantagrilli e' vicina e lontana in un gioco di dune e nascondigli;arbusti prostati dai venti ingentiliscono un paesaggio brullo:gli occhi si perdono,dove si girano un orizzonte diverso,la macchina fotografica stenta a non cliccare.Logicamente in caso di nebbia non conviene percorrere questo tratto;tra la Retaia e qui ci sono appena 60 mt di dislivello..merita percorrerlo ammirando e rimirando.
Dalla Retaia alla Croce del Cantagrilli abbiamo percorso altri 3km in in 53 minuti,complessivamente dalla partenza a qui i km sulle gambe sono 9,60 km percorsi in 2h e 47 minuti con un dislivello complessivo di 700mt.
Alla croce del Cantagrilli,cosi chiamato per il concerto che si ascolta durante i mesi primaverili  dei grilli,termina l'ascesa ma quello che si ammira ripaga dello sforzo:nemmeno una carta geografica o un mappamondo potrebbe mostrare quello  che si rimira dalla Croce.
Dopo la pausa iniziamo a scendere seguendo sempre i segnavia 20 che vanno a costeggiare una pineta e avendo difronte a noi il crinale del Monte Maggiore;discesa priva di difficolta' e nemmeno troppo in pendenza.
Al termine della discesa siamo al Crocicchio:abbiamo percorso dalla Croce altri 2km in poco piu di mezzora,compkessivamente siamo a 11,72 km in 3 ore e 28 minuti.
Il Crocicchio rappresenta uno snodo di sentieri notevole:proseguendo sul 20 si va a MonteMaggiore,sul 42 verso il Monte Cignani,oppure per Valbona e da qui alle Croci di Calenzano.Noi seguiamo invece i segnavia 40 diretto a Canneto che ricalca come detto prima l'antica Via di Valibona.
E' un sentiero molto bello che oltre a svolgersi su tratti di mulattiera ben conservata,costeggia il Rio Buti che nasce qui vicino e nel suo breve tratto disegna angoli meravigliosi,come testimoniano le immagini.
Arriviamo dopo 3 km al bivio del 40b:abbiamo percorso complessivamente 14,73km in 4 ore e 10 minuti.
Poco dopo troviamo sulla sx il bivio del sentiero 40A per il Rio Buti,ma noi proseguiamo e arriviamo in una specie di atollo pratese....le cascate e le forre del Rio Buti...le immagini parleranno da sole...
Attraversato il corso ci immettiamo sul 24 e arriviamo alle case di San Leonardo,seguiamo l'asfalto e giriamo quasi subito a sx iniziando a scendere:il sentiero prende un viottolino sulla sx tra gli olivi e dopo un tratto di mulattiera arriviamo allo slargo dell'andata e ovvamente giriamo a dx e dopo un km siamo alle macchine.
Al termine del giro abbiamo percorso 17,52 km in 4 ore e 52 minuti...che dire...GIRO SPETTACOLARE
 Corso del Rio Buti
 Bivio per Colline di San Leonardo
 Bivio 40b

 Rio Buti
Attraversamento 
 Le cristalline acque del Rio Buti

Cascatelle del Rio Buti

domenica 14 febbraio 2016

ANELLO ALPE DI CAVARZANO-MONTI DELLA SCOPERTA

Ancora una volta,le escursioni non programmate,sono quelle che poi risultano essere le piu affascinanti e gratificanti;infatti avevamo programmato un'uscita sul Monte Falterona ma per un contattempo e' stato impossibile salire su e allora all'ultimo momento abbiamo virato sul versante di Montepiano.
Montepiano-sul crinale dello 00
Segnaletica CAI:in tutto il percorso i segnavia sono sempre ben evidenti
Il sentiero 00 percorre in salita la faggeta e non mostra tratti di pendenza accentuati se non nell'ultimo strappo a Poggio di Petto
Donna Carla nasconde Alessandro mentre chiude la fila Gianna intenta a fotografare...del gruppo fa parte pure Francesca che essendo amica della Carla.ha un triturbo....la rivedremo alla fine del giro..

Tante volte siamo salite in quella zona ma ogni volta con un giro diverso e anche questa escursione ci ha visto calpestare un nuovo tratto;poi uno strato di neve ben compatta ha contribuito a rendere piu affascinante il nostro trek.
L'Alpe di Cavarzano con la sua faggeta ammantata da un soffice manto nevoso illuminata dai raggi del sole pomeridiani ha sempre un certo fascino e sa donare emozioni sempre diverse.


L'immagine sopra mostra il panorama sulla valle del Bisenzio.
A fianco invece Alessandro al bivio dello 00 con il 56 proveniente da Luciana
La cartellonistica ci dice che per Poggio di Petto si puo' seguire un itinerario alternativo:noi proseguiamo sullo 00
Alessandro scalda i motori sotto lo sguardo della Carla che incomincia a scalpitare...nel frattempo la Francesca e' gia' a Poggio di Petto..
Dal bivio al Poggio l'ascesa e' notevolmente accentuata ma non presenta alcuna difficolta'.Di grande aiuto la presenza delle radici

L'ascesa al Poggio di Petto con quello strato sottile di ghiaccio sul terreno e la croce che si staglia sul versante della Sambuca in un cielo incredibilmente azzurro ha fatto si che quasi quasi al termine dell'escursione avessimo pensato di essere state chissa dove...questo e' il grande pregio del nostro Appennino.....Non importa l'altezza o il monte e' l'ambiente che fa la meraviglia....
Poi quando sei in compagna della Carla non sa mai cosa ti possa aspettare sopratutto perche' essendo nata e vissuta sempre a Montepiano......
Le immagini in sequenza mostrano la super panoramicita di questa vetta che pur essendo alta solo 1100 mt,domina abbraccia 2 regioni :Emilia e Toscana e diverse province.
In fondo il crinale della Sambuca,di fronte quello dello Zucca con la Valle della Carigiola
Carla con accanto la Francesca..
Alessandro e il crinale del Mugello;nell'immagine sottostante l'invaso del Bilancino
.
Descrizione del percorso
Il sentiero 00 proveniente dal Valico della Crocetta attraversa il paese e inizia a salire lungo l'asfalto in direzione Poggio di Petto.Ben presto si lascia l'asfalto e si entra nel bosco di conifere.E' un'ascesa piuttosto regolare e priva di difficoltà con aperture su ambo i lati.Incontriamo a quota 850 mt qualche remasuglio di neve e dopo circa un'ora arriviamo al bivio del sentiero proveniente da Luciana.Qui troviamo anche l'alternativa al sentiero 00 diretto a Poggio di Petto:in effetti l'ascesa finale seppur breve mostra una pendenza notevole che in presenza poi di una spolverata di neve ghiacciata né aumenta la difficolta'.Comunque le radici del faggio ci vengono in aiuto e in vista dell'abetaia invece di seguire lo 00 che ci
Ecco le tre protagoniste...chissa se la Francesca non sia al secondo giro...la leggenda metropolitana narra che Carla con la Francesca si rechino spesso a prendere un caffe a km da casa...
Dopo la sosta,il sentiero inizia a scendere e passa accanto alle sorgenti del Setta.Dal Poggio all'Alpe di Cavarzano ci sono 2 km in discesa leggera e in 25 minuti si arriva

La croce di Cavarzano domina i Monti della Scoperta e delle Scalette
Dall'Alpe si raggiungono tante localita' del mondo....nessun posto e' lontano...
L'immagine sottostante indica il bivio 00 con il 23:lo 00 prosegue a diritto,mentre il 23 va a dx a Montepiano

porterebbe più in basso della Croce,saliamo a diritto nell'ultimo strappo e ben presto siamo ripagati dall'incredibile vista dalla Croce.
Poggio di Petto ha un'altezza relativamente modesta (1121 mt) ma domina le vallate sottostanti e sovrastanti:la diga del Bilancino dalla Croce ricorda un grande fiordo.
Riprendiamo il cammino abbassandoci di quota e arriviamo alla Sella dove troviamo sulla sinistra lo stradello che porta al Rifugio sottostante che merita di essere visto,e sulla destra lo 00 diretto all'Alpe di Cavarzano.Un altro cartello ci indica il sentiero per l'altra cima di Poggio che domina la Valle della Sambuca e il crinale del Buicciana.
Siamo al bivio dello 00 con quello diretto ai Monti della Scoperta di recente segnatura:noi andiamo a sx sullo 00.
Ritroveremo in cima il sentiero del crinale

Il faggio secolare di incredibili dimensioni lungo il sentiero:4 persone per abbracciarlo
Troviamo la neve siamo a quota 1100 mt e vicini al crinale dove troviamo diversi sentieri.
L'immagine sottostante mostra quello di recente segnatura,mentre lo 00 va verso sx verso le Scalette e da qui il bivio per Fossato e Chiapporato.
Sempre in cima all'Alpe troviamo lo 001 proveniente dal Monte Calvi e diretto all'invaso del Brasimone-


Ripreso il cammino scendiamo in direzione dell'Alpe e attraversata un abetaia,passiamo accanto alla Sorgente del Setta e ci incamminiamo lungo una faggeta bassa con ampie aperture sulla Valle della Carigiola e Monti delle Scalette.
L'Alpe rappresenta uno snodo di sentieri e stradelli:noi proseguiamo lungo lo 00 che passa accanto ad un tabernacolo.
Volendo da qui si puo' chiudere l'anello rientrando con il sentiero 23 a Montepiano (dx) mentre a sx un sentiero porta a Gavigno.
Saliamo lungo la casereccia e subito troviamo un bivio:su un ramo leggiamo le indicazioni per i Monti della Scoperta che ci sovrastano.
Noi invece andiamo a sx seguendo sempre lo 00 che passa accanto ad una vecchia frana e salendo passiamo accanto ad un casolare dove troviamo uno splendido faggio secolare,la cui circonferenza si misura prendendosi per mano 4 persone.Ora il sentiero entra e prosegue a serpentine nella faggeta sempre più fitta e in breve siamo sul crinale dei Monti della Scoperta.


Noi scendiamo sullo 001 verso il Brasimone:dopo la breve discesa il sentiero risale verso il crinale per poi aggirarlo e ricongiungersi al Sasso Nibbio.

Anche questo rappresenta uno snodo di sentieri:a sx piega lo 00 diretto al Tabernacolo di Gavigno passando per le Scalette,a dx lo 001 diretto all'invaso del Brasimone;lo stesso 001 che proviene dalla sx dal Monte Calvi.Troviamo poi i segna via per il crinale dei Monti della Scoperta:sono i nuovi sentieri tracciati dal CAI di Prato che permettono nuove escursioni.
Infatti ritroveremo le stesse indicazioni quando arriviamo al Sasso Nibbio sullo stradello che scende al Brasimone.Il sentiero 001 si mantiene basso e attraversa la faggeta sul versante emiliano e in breve si ricongiunge allo stradello proveniente dall'invaso.Noi proseguiamo sul 27A di recente marcatura e ci incamminiamo sullo stradello fino a quando sulla sx non troviamo una carrareccia priva di segna via.
Iniziamo a scendere e in breve ritroviamo,seppur sbiaditi,i segni b/r del Cai che ci portano in discesa alla Fonte del Romito e da qui brevemente per asfalto fino a quando il sentiero non devia all"interno e attraversa il Setta.Da qui a Montepiano 10 minuti di asfalto.
Per chi non volesse attraversare il Setta,prosegue sull'asfalto e ha pure l'opportunità di ammirare la Badia del secolo XI e arrivare ugualmente in paese.
Come testimonieranno le foto,noi abbiamo trovato la neve e se la stagione tornasse ai suoi aspetti invernali,questo e' un giro che si presta molto alle ciaspole.
Eccoci alla pausa pranzo...siamo al Sasso Nibbio confine tra l'Emilia e la Toscana.Per dovere di cronaca,Francesca ha osservato il digiunoooo

Il Sasso Nibbio e' un trivio di sentieristica:da qui possiamo scendere verso l'invaso,oppure alla Fontana di Boia.
Da qui si torna anche a Montepiano come abbiamo fatto noi seguendo dapprima il sentiero 27A per poi  deviare a sx su una carrareccia in discesa dove ritroviamo poco dopo vecchi segnavia del sentiero che sale dalla Fonte del Romito
Lungo il sentiero....la neve qui sparisce e lascia il posto ad una lastra di ghiaccio ma che dura per pochi mt
Verso Montepiano...siamo ormai alla fine del giro
Non poteva mancare con la Carla la sorpresa....attraversare la Setta....
Chi non volesse attraversare puo' proseguire sulla strada che dalla Fonte del Romito scende alla Badia del XI secolo e da qui a Montepiano

Descrizione Tecnica Percorso
Lunghezza=14,500 km
Dislivello=500 mt
Tempo impiegato (escluse soste)=4 ore
Sentieri percorsi=00-001-27a-23
Rifornimento idrico=Poggio di Petto-sorgente sullo 001
Frazionamento percorso
Montepiano-Bivio 56=2,700 km in 50 minuti
Bivio 56-Poggio di Petto=0,700 km in 25 minuti (pendenza accenuata)
Poggio di Petto-Alpe di Cavarzano=2 km in 0,25 minuti
Alpe di Cavarzano-Sentiero 001=1,800 km in 0,40 minuti (ascesa)
Bivio 001-Sasso Nibbio innesto 27a=1,400 km in 0,20 minuti
Sasso

Anello Tre Cime di Monteferrato

SENTIERO 412 MONTE FERRATO SI SALE E LA GISI 2.0 BRONTOLA IL GIUSTO SUL SENTIERO 412 LE ROCCE DEL SENTIERO GISI 2.0 LE OLIVETE DI FIGLINE PR...