lunedì 8 dicembre 2014

DAL RIFUGIO PEDERU' SAN VIGILIO DI MAREBBE A RIFUGIO LAVARELLA ALPE DI FANES

In qualsiasi momento e mezzo lo si percorra,il tracciato e' privo di difficolta' anche se all'inizio la pendenza e' accentuata sia che si percorrano i tornanti,sia che si tagli(estate) lungo il costone seguendo il sentiero n 7.
D'inverno la prima parte di salita deve essere integralmente percorsa dal momento che il sentiero estivo che parte dal Rifugio Pederu non viene tracciato.
L'incanto e la magia della valle ripaga della fatica e il momento piu' bello per godere dello spettacolo secondo me che l'ho percorso in tutte le stagioni e con tutti i mezzi,e' l'inverno,complice quel mantello bianco che si adagia sulle austere pareti grigie che incombono sulla valle del Pederu'.
I pini mugo che vengono ricoperti sembrano decorazioni e gli stessi massi erranti si ingentiliscono e quell'enorme cratere che di estate ti annuncia la durezza della valle,diventa una parete bianca.
ALLA PARTENZA,ALLE NOSTRE SPALLE IL RIFUGIO PEDERU'


GIANNA E GIUSEPPE

LE IMMAGINI CI DICONO CHE L'ESCURSIONE PUO' ESSERE TRANQUILLAMENTE PERCORSA ANCHE COI BIMBI

SOSTA SUI TORNANTI







Il Rifugio Pederu' si rsggiunge da San Vigilio di Marebbe lungo la valle di Rudo e volendo si puo' arrivare ciaspolando dal paese ma allora bisogna aggiungere altri 10 km che sommati ai 7,5 Km che separano il Pederu dal Lavarella,fanno si che diventi un'escursione da effettuare in 2 giorni.
Nonostante la ciaspolata si sviluppi lungo lo stradello,non vi sara' mai monotonia dal momento che ogni tornante che si percorre aggiunge un elemento nuovo a quello precedente.
Arrivati al Lago di Piciodel gli occhi saranno appagati da uno degli spettacoli piu' belli della vallata:un anfiteatro di guglie che si stagliano verso l'immenso e le basi della montagna che sembrano confondersi sul pianoro.
Sono sensazioni difficili a spiegarsi ma chiunque poi effettua l'escursione rimane affascinato da cio' che questa valle offre.salendo dal basso non si puo' immaginare che al di sopra di quell'enorme cratere vi possa essere un'altra valle ma dai contorni piu gentili.
SUL PERCORSO


BAMBINI E ADULTI IN PAUSA

GIOCHI DI NEVE

GUGLIE INNEVATE

VERSO IL PICIODEL

Solo le foto forse possono dare atto di quello che ci aspetta anche perche' attraversato il pianoro del Lago di Piciodel,un'uleriore salita ci permette di arrivare in un mondo incantato dove il fragore delle acque del Rio che imperturbabile scorre incuneandosi tra i massi ricoperti di neve,ci accoglie quasi alla sprovvista.
E la magia continua con i nostri passi quando sulla nostra destra ci aspetta il Parlamento delle Marmotte che di estate diventa l'Arena di Verona per i concerti delle marmotte.
Non solo quello e' magia ma il lago Vert che d'inverno diventa un pianoro ghiacciato,i tetti delle malghe che ci ricordano un tempo che fu,e i Rifugi Lavarella e Fanes che aspettano l'arrivo delle persone.
GIUSEPPE IN POSA E ANCORA SORRIDENTE


SUL LAGO

SCENARI DA FIABA

DONNA GIANNA

BIVIO

Continua la magia fino aquando siamo noi a volerlo perche' in quel mondo non esistono barriere tutto continua in uno scenario di guglie,pianori,laghetti e tanto altro ancora....ma l'attimo magico forse e' nel momento che al Passo di Sant'Antonio raggiungibile dal Lavarella,ci si affaccia nella Val Badia..ma questo e' racconto del prossimo post.
DESCRIZIONE TECNICA
LUNGHEZZA PERCORSO=7,500 KM
DISLIVELLO=700 MT
SENTIERI=STRADELLO FORESTALE E DEVIAZIONI SEGNALATE PER L'INVERNO,DI ESTATE SENTIERO NR 7
TEMPO IMPIEGATO= D'INVERNO,PER IL FASCINO DELLA NEVE SI CALCOLINO ALMENO 2 ORE E MEZZO.
LA PENDENZA E' ACCENTUATA ALL'INIZIO,POI 2 KM DI PIANORO,PER POI RINERPICARSI FINO ALLA SPIANATA DEI RIFUGI.
DESCRIZIONE PERCORSO
Esclusi i mesi invernali,l'escursione non prevede il cammino lungo lo stradello ma attraverso il sentiero nr 7 che parte a fianco del Rifugio Pederu'.
Con le ciaspole dal Rifugio ci si incammina lungo lo stradello che progressivamente prende quota e man mano che saliamo,tutto ci appare piu' piccolo e muta lo scenario in quota.
LAGO DI PICIODEL


GIANNA,ERICA E SIMO SULLA DX

SI LASCIA IL LAGO E SI RIPRENDE A SALIRE

GRANDE DRAGHETTO,DEVIAZIONE SULLA DX

ECCO COSA SUCCEDE A NON METTERE LE CIASPOLE

Dopo diversi tornanti,quando appaiono i primi massi erranti di fronte a noi vediamo una traccia sempre ben battuta che ci evita l'ultimo tornante e in breve arriviamo al pianoro del Lago di Piciodel sulla nostra sx dove le pareti ricoperte di neve fanno da divisorio con la vallata del Ra Stua.
Tantissime sono le tracce delle pelli di foca ma noi proseguiamo sempre lungo il pianoro fino a quando sulla nostra dx non troviamo un cartello che evita nuovamente i tornanti che  ci aspettano per altri 2km.
Logicamente tali deviazioni sono fattibili solo se muniti di ciaspole,altrimenti bisogna rimanere sullo stradello.
GIANNA GIANNA,,MA CHE FATICA FAI A NON METTERE LE CIASPOLE E PORTARLE IN SPALLLA?


FATICA

FINE DELLA SALITA..CI ASPETTA UN FALSOPIANO

ALL'IMBRUNIRE ALLE MALGHE

SI ARRIVA IN NOTTURNA

Le tracce ci fanno fare lo slalom delle ciaspole tra i pini mughi fino a quando la deviazione non ci fa rientrare sullo stradello che seguiremo fino al Rifugio Lavarella(o Fanes).
La pendenza si addolcisce praticamente quando arriviamo al Crocefisso e da qui saremo accompagnati dal fragore delle acque del Rio Vigiler.
Passate le malghe sulla nostra sx,vediamo la deviazione per il Rifugio Fanes e Passo di Limo e le pareti del Col Bechei incombono sempre sulla nostra sx.
Noi proseguiamo a diritto e passato il ponticello,ecco la spianata ghiacciata del Lago Vert mentre sulla nostra dx il Parlamento delle Marmotte e da qui in breve al Rifugio Lavarella.   
EMOZIONANTE LA CIASPOLATA IN NOTTURNA


 A POCHI MT DAL RIFUGIO

GIUSEPPE AL RIFUGIO LAVARELLA

SI CIASPOLA SUL LAGO VERT


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